Rivoluzionare la moda? Chanel declina l’invito: nessun cambiamento

Sfilata Chane

Tempi e modi delle sfilate non si cambiano. Chanel declina l’invito a rivoluzionare la moda. I programmi non subiranno variazioni, il numero delle sfilate rimarrà lo stesso. Bruno Pavlovsky, presidente delle attività legate al segmento moda della maison, non ha intenzione di cambiare rotta.

La questione si è alzata alcune settimane fa, quando a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, si è acceso un dibattito sulle necessità di ripensare ritmi e tempistiche del lusso.

Tuttavia, questo tema non sembra riguardare Chanel, che manterrà invariata la propria strategia.

Il dibattito sulla questione moda

Nelle scorse settimane, diversi stilisti, griffe di moda, organizzatori eventi del settore, manager, si sono confrontati sulla necessità di rivedere tempi e modi di organizzare la moda.

Primo fra tutti è stato Giorgio Armani, seguito poi da un comunicato firmato dal British Fashion Council e Council of Fashion Designer of America, le riflessioni di Tom Ford e poi ancora le nuove modalità di presentazione delle sfilate decise da Gucci e Saint Laurent.

Tuttavia, sembra che nessuna di queste riflessioni interessino a Chanel che invece ha deciso di andare dritta per la sua strada seguendo i ritmi di sempre.

La decisione, in controtendenza, di Chanel

Stando a quanto riportato da Business of Fashion, infatti, Chanel avrebbe deciso di seguire l’agenda in programma, che prevede sei sfilate l’anno tra prêt-à-porter, pre-collezioni e couture.

Bruno Pavlovsky ha dichiarato:

“Non so se il numero giusto sia due o sei, dipende dal marchio. Siamo piuttosto in vantaggio nel calcolo del nostro impatto ambientale, di volta in volta stiamo facendo molto progressi nel nostro approccio. Crediamo sia importante allestire queste sfilate, abbiamo ancora bisogno di avere la libertà creativa per esprimerci in ogni momento”.

Ancora, secondo Pavlovsky il ritmo veloce non è un difetto ma un punto di forza:

“Il défilé rappresenta l’inizio della storia. Il ritmo è scandito dall’abilità nel consegnare merce nuova nelle boutique ogni due mesi e siamo a nostro agio con questo cadenza. Ogni collezione è piuttosto veloce e focalizzata su un argomento, questo tipo di storytelling viene sviluppato sei volte l’anno”.

Inoltre, il manager sottolinea l’importanza degli appuntamenti Cruise e Pre-Fall in quanto espressione di “una relazione molto privilegiata tra il marchio e le persone che lo circondano”.

La collezione Cruise 2020-2021

E, infatti, proprio ieri 9 giugno Chanel ha presentato online, in streaming, la collezione Cruise 2021, che si sarebbe dovuta svolgere a maggio scorso a Capri ma che poi era stata annullata a causa dell’emergenza Covid.

Una scelta sicuramente coraggiosa per una sfilata non apprezzata in toto.

Il New York Times, per esempio, ha pubblicato un lungo articolo intitolato ‘Il primo digital show di Chanel è stato una delusione su tanti livelli’.

Il quotidiano ha puntato il dito sulla poca aderenza dei look, ideati da Virginie Viard, all’attuale momento storico. Caratterizzato dall’emergenza sanitaria (e sicuramente anche economica) e dalle manifestazioni del movimento Black Lives Matter.

La scelta di Chanel di presentare la collezione non è stata accolta positivamente dal NYT, che ha scritto:

“Il marchio non avrebbe dovuto proprio farlo. Avrebbe potuto saltare la stagione come hanno fatto molti altri o semplicemente inviare le foto ai propri store e partner retail”.

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