Alessandro Michele per Gucci

Alessandro Michele accoglie l’invito a rallentare: da ora solo due appuntamenti l’anno

25 Maggio 2020 - di Claudia Montanari

A pochi giorni dall’invito del sistema moda di rallentare, Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, accoglie l’appello e annuncia grandi cambiamenti all’interno dell’organizzazione della maison.

La decisione di Alessandro Michele per Gucci

“In questi giorni di confinamenti, dentro un tempo sospeso che fatichiamo a immaginare libero, provo a interrogarmi sul senso del mio agire”.

In questi mesi -spiega Alessandro Michele- “Ci siamo scoperti piccola cosa. Un miracolo di niente.

Abbiamo soprattutto capito di essere andati fuori misura. Le nostre azioni spregiudicate hanno incendiato la casa che abitiamo”.

E quindi “Oggi che la devastazione ci ha trovato impreparati, dobbiamo poter riflettere su ciò che non vorremmo tornasse uguale. Perché il rischio più grande, per il nostro domani, è quello di abdicare ad ogni reale e necessaria discontinuità.

La nostra storia è, purtroppo, costellata da crisi che non ci hanno insegnato nulla”. Diventato consapevole della “tirannia della velocità”, “sento l’esigenza di un tempo mio, svincolato da scadenze etero-imposte che rischiano di mortificare la creatività”.

L’annuncio

Per questo – ecco l’annuncio – “ho deciso di costruire un percorso inedito, lontano dalle scadenze che si sono consolidate all’interno del mondo della moda. E, soprattutto, lontano da una performatività ipertrofica che oggi non trova più una sua ragion d’essere”.

Due appuntamenti l’anno

“Nel mio domani, abbandonerò quindi il rito stanco delle stagionalità e degli show – spiega – per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo.

Ci incontreremo solo due volte l’anno, per condividere i capitoli di una nuova storia. Si tratterà di capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi”.

Non solo: “Mi piacerebbe abbandonare l’armamentario di sigle che hanno colonizzato il nostro mondo: cruise, pre-fall, spring-summer, fall-winter. Mi sembrano parole stantie e denutrite”.

Al loro posto, spazio a nomi presi dalla musica classica: “sinfonie, rapsodie, madrigali, notturni, ouverture, concerti e minuetti”.

La decisione, poche ore dopo l’invito del sistema moda a rallentare

La decisione di Alessandro Michele arriva poche ore dopo il caldo invito del sistema moda a rallentare il passo.

Solo pochi giorni fa, il Council of Fashion Designers of America (Cfda) diretto da Tom Ford, cui sono affiliati oltre 450 stilisti statunitensi, e il British Fashion Council (Bfc), ha lanciato un monito.

“Incoraggiamo – è stato l’invito delle due camere della moda – i nostri marchi, designer e retailer, abituati all’implacabile velocità della moda, a rallentare”.

Una riflessione che sembra discendere da quanto scritto da Giorgio Armani qualche settimana fa in una lettera aperta a WWD.

“Per molto tempo ci sono state troppe consegne e troppe produzioni.

Dato l’ammontare di inventario accatastato, stilisti e negozianti devono pensare al ciclo delle collezioni ed essere strategici sui prodotti e le tempistiche di vendita”.

E a sottolineare che “c’è una chiara disconnessione tra quando la merce arriva nei negozi e il momento in cui i consumatori ne hanno davvero bisogno.

Raccomandiamo fortemente agli stilisti – si legge ancora – di concentrarsi su non più di due collezioni principali l’anno”.

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci da 5 anni, non è il primo ad aver accolto l’invito delle camere della moda.

Giorgio Armani per primo ha parlato dell’esigenza di rallentare, e così hanno fatto il belga Dries Van Noten e una pattuglia di colleghi, in una lettera aperta al sistema.

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