Sara Tommasi, ricoverata in ospedale. Vuole farsi curare?

Sara Tommasi

ROMA – Sara Tommasi ricoverata in ospedale da giovedì 4 Luglio per farsi curare. A scriverlo è il sito Dagospia, secondo cui Sara Tommasi avrebbe deciso di farsi ricoverare in un ospedale romano per via della sua instabilità psichica.

Una vita turbolenta e travagliata, quella di Sara Tommasi, che sembra essere di nuovo vittima di sè stessa e della cocaina. E mentre l’intero pubblico del web non riesce ancora a capire se Sara Tommasi “ci faccia o ci è”, l’abuso di droghe e la sua esposizione mediatica l’hanno riportata in ospedale.

Ultimo episodio della sua vita travagliata è accaduto solo qualche giorno fa, il 4 luglio, quando dei due produttori di uno dei suoi film hard sono stati arrestati con l’accusa di averle fatto assumere droga e di averla addirittura indotta ad uno stupro di gruppo.

All’epoca, dopo le riprese del film, Sara Tommasi scelse il ricovero in una clinica romana per curare la depressione di cui soffriva.

Non voglio fare la fine di Amy Whinehouse” (la cantante britannica morta prematuramente, ndr)’, disse all’uscita rendendo pubblica la cosa.

Ma Sara Tommasi già da tempo non stava bene psicologicamente. I suoi sbalzi d’umore e di identità erano sempre più visibili. Il ricovero per rimetterla in sesto era ormai inevitabile. Sono stati alcuni suoi amici ad accompagnarla al pronto soccorso con una scusa: ad attenderla c’erano la madre Cinzia Cascianelli e due medici psichiatri.

“La speranza – scrive Dagospia – è che dopo le cure necessarie venga portata in una comunità terapeutica per liberarsi una volta per tutte dall’incubo delle droghe, di cui fa uso da anni”, come lei stessa ha confessato nel suo libro “Ora basta, parlo io!”.

La sua pagina Facebook è stata momentaneamente chiusa dalla stessa Sara Tommasi (non è stata oscurata dal social network come in molti avevano pensato). Segno forse che Sara era ormai stanca di essere oggetto di derisione e insulti dai voyeur della rete. Giunta al suo terzo ricovero, si spera che sia anche l’ultimo e che una volta uscita dall’ospedale riesca a dare inizio a una nuova vita.

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