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Verde Verde… il dolce tanto amato dal grande Claude Monet

Roma – Verde Verde… il dolce tanto amato dal grande Claude Monet.

Il Maestro Roberto Saluzzi ci propone un dolce raffinato e di grande fascino.

Amo l’impressionismo per la luce della natura ripresa dal vivo, paesaggi luminosi che cambiano sfumature con il passare delle ore.

Claude Monet ha trascorso tutta la sua vita dipingendo con questo stile inconfondibile e delicato, portando l’arte a un livello sofisticato e sublime.

Anche nella vita privata era un grande raffinato, e lo ha dimostrato persino nella scelta dei servizi di argenteria e di piatti finemente decorati, o da come faceva apparecchiare la stessa tavola, con dovizie di particolari, dalla sua governante Marguerite che ha pure raccolto in un prezioso quaderno tutte le ricette che il grande artista amava consumare.

Fra i dolci preferiti c’è il Vert-vert, un dessert assai semplice a base di pistacchi e colorato di verde con un estratto di spinaci.

A questa deliziosa torta mi sono ispirato per riprodurre un dolce fresco e veloce, profumato e raffinato.

Non ho usato gli spinaci per il colore verde ma solo pasta pura di pistacchi, che non è verde (quello dei negozi contiene coloranti) ma tende al marroncino.

Il risultato non sarà verde-verde ma con un po’ di fantasia e tanto gusto si potrà ugualmente godere di questa saporitissima torta.

Tempo di realizzazione.
2 ore.

Difficoltà.
Impegnativo.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm.

Per la base.
4 uova medie intere.
150 g di zucchero di canna.
125 g di farina Petra 5 del Molino Quaglia.
60 g di burro fuso e freddo.
4 cucchiai di rum scuro.
50 g di pistacchi DOP di Bronte Sciara in polvere.
la buccia di 1 limone.

Per la crema.
1 uovo intero + 3 tuorli.
20 g di farina Petra 5 del Molino Quaglia.
100 g di zucchero.
200 g di latte intero fresco.
50 g di burro freddo.
2 cucchiai di rum.
70 g di pistacchi DOP di Bronte Sciara in polvere.
30 g di pasta di pistacchi pura DOP di Bronte Sciara.

Per finire.
q.b. di bagna al rum.
200 g di marzapane.
10-20 g di pasta di pistacchi pura DOP di Bronte Sciara.
q.b. di gelatina neutra per lucidare.
q.b. di granella di pistacchi di Bronte.


Procedimento.

Accendete il forno a 160°C; rivestite con carta da forno o imburrate e infarinate una teglia da 24 centimetri di diametro.

Fate scaldare le uova con lo zucchero fino a 35°C mescolando sempre con una frusta; mettete il tutto in planetaria e montate ad alta velocità per 10 minuti, poi abbassate a media velocità e continuate per altri 8 minuti.

Nel frattempo unite il rum al burro; setacciate la farina e unitela ai pistacchi in polvere e alla buccia di limone finemente tritata.

Delicatamente unite un po’ alla volta queste farine alla montata di uova, prendetene una cucchiaiata e amalgamatela al burro in modo che le due masse siano abbastanza simili di consistenza.

Unite dunque le due masse delicatamente e versate il tutto nella teglia.

Cuocete per 30 minuti controllando con uno stuzzicadenti.

Preparate una classica crema pasticciera con le uova, lo zucchero, la farina e il latte; una volta rassodata sul fuoco (non preoccupatevi se si dovesse stracciare un po’), unite la polvere e la pasta di pistacchi, il rum e infine il burro. Fate raffreddare in frigorifero.

Prendete la torta ormai fredda, rifilatela nei bordi, rigiratela su sé stessa e tagliatela orizzontalmente in tre strati uguali. Imbibite la base con circa 60-70 grammi di bagna (non metto la ricetta perché una qualunque va bene)

Riprendete la crema e con un frullino montatela finché non diventi soffice, spargetene meno di metà sulla base, ricoprite con il secondo disco di pasta, imbibite, mettete meno di metà di altra crema e completate con l’ultimo disco di pasta da imbibire. Con il resto della crema rifilate i bordi della torta ed eventuali buchetti sulla superficie.

Piazzate in frigorifero o, meglio, nel congelatore.

Unite la pasta di pistacchi al marzapane, regolandovi sulla tonalità di colore che desiderate, stendetela aiutandovi con dello zucchero a velo e coprite interamente la torta, eliminando gli eccessi.

Lucidatela con la gelatina e decoratela come volete.

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In collaborazione con il Gruppo Facebook “Quelli che non solo dolci”

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Chi è Roberto Saluzzi.

Violinista presso l’Orchestra Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia con cui collabora da oltre trent’anni. Ha preso parte in numerose formazioni cameristiche e sinfoniche sia come “Primo violino” che come solista, girando il mondo e sempre con risultati egregi. Pasticcere per vocazione e/o professione nei momenti liberi. Adora sperimentare gusti e accostamenti in modo originale. Ha partecipato a trasmissioni di cucina su canali televisivi come AliceTV e il Gambero Rosso. Le sue ricette sono state pubblicate sulle migliori riviste del settore.

Potete trovare Roberto nel suo sito  Le Tentazioni di Roberto

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Roberto Saluzzi
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