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La fregola sarda conquista gli chef dell’Eliseo

ROMA – Le grandi questioni diplomatiche internazionali si decidono anche a tavola. E in Francia una trattativa può prendere la piega giusta davanti a un bel piatto di “une petite pate rondelette” (una piccola pasta rotondeggiante) che in Sardegna è un’istituzione, ma che, a quanto pare, ha fatto breccia tra i palati dei cugini d’Oltralpe. Si chiama fregola, in limba fregula, e di solito viene servita accompagnata da arselle o frutti di mare. Con variante anche alle anguille.

Per Liberation, il quotidiano della sinistra francese, è entrato nei menù preferiti dei salotti del potere con vista sulla torre Eiffel. Il giornale, in un articolo dal titolo “Les papilles de la nation” dedicato agli oltre 60 chef dell’Eliseo e degli altri Ministeri, racconta che anche la fregola, descritta come una sorta di couscous che si cucina come un risotto, si è fatta largo nelle prime scelte che, negli incontri che contano, possono fare se non la differenza (ma si lascia intendere anche questo), almeno bella figura.

Non è la prima volta che questa prelibatezza tipicamente isolana conquista spazio e interesse nella stampa transalpina. Già il settimanale Le Point aveva raccontato che gli chef a cinque stelle si sono innamorati di questo piatto. E che ormai i grandi ristoranti e i loro clienti sembrano non poterne più fare a meno. La rivoluzione francese, in Sardegna, non è mai arrivata: fermata con le armi nel sud dell’isola ai tempi di Napoleone. Ora la rivoluzione, questa volta, gastronomica fa il viaggio a ritroso: niente cannonate, solo tanti “merci” da chef e buongustai.

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