“Identità Golose”, Milano diventa un temporary restaurant di dolci

“Identità Golose”, Milano diventa un temporary restaurant di dolci

MILANO – Si è concluso il 7 febbraio con “Dossier Dessert”, un trionfo del meglio della pasticceria italiana, uno degli eventi più seguiti nel panorama delle manifestazione legate al mondo dell’enogastronomia: “Identità Golose”, Congresso Internazionale della Cucina d’Autore. La kermesse si è svolta a partire da domenica 5 febbraio nei 9 mila metri quadrati a disposizione nel MiCo-Centro Congressi di via Gattamelata.

Star e nuovi arrivi. Tema di quest’edizione, l’ottava, è stato “Oltre il Mercato”, una ricerca del gusto che parta dalla radice di un piatto, cioè gli ingredienti reperiti alla fonte: “La grande cucina e la migliore pasticceria – sottolinea Paolo Marchi, fondatore e curatore di Identità Golose – non devono più limitarsi a ordinare ottime materie prime, questo lo dobbiamo dare per scontato, ma devono andare direttamente alla fonte, alla produzione, cercare il massimo e su quello intervenire per cogliere l’essenza di un prodotto e dargli nuova forma”.

Onnipresenti gli starchef, da Carlo Cracco a Massimo Bottura, da Gennaro Esposito al numero uno al mondo, il danese René Redzepi; ma non sono mancati “i debuttanti”, 48 alla loro prima volta sul palco milanese (delle 80 identità golose complessive), come la brasiliana Roberta Sudbrack, il peruviano Gastón Acurio, già autore di una ventina di bestseller gastronomici, il londinese Jon Pollard, che fa impazzire la City con la sua Pizza Gourmet, e lo spagnolo Sergio Humada, di appena 26 anni.

Per tutti i gusti. Una delle annate più ricche di sempre in quanto a temi, a cominciare da Identità donna, dove le protagoniste sono stati gli Chef in rosa, dinamici e moderni angeli del focolare. Anche le nuove leve hanno avuto la loro parte di palcoscenico con “Identità Vent’anni”, appuntamento dedicato ai novelli principi della cucina in erba, cuochi già completi ma con il “difetto” di essere ancora molto giovani. Largo spazio è stato dato ai nuovi trend della cucina vegetariana con “Identità Naturali”, preparazioni senza né carne né pesce con punte di purismo vegano. Tra i “degustatori” è comparso anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che ha potuto apprezzare la veneziana con la crema chantilly preparata da uno chef da 3 stelle Michelin, Chicco Cerea di Brusaporto.

“È stata una visita molto piacevole – ha commentato il primo cittadino – e anche molto istruttiva. Non sono un gran cuoco, ma ho fatto una chiacchierata con Massimo Bottura e Chicco Cerea che, in gran segreto perché le ricette non si svelano mai, mi hanno confidato qualche trucco per realizzare dei piatti veloci e gustosi. Manifestazioni come questa sono splendide occasioni per parlare di alimentazione e capire come le materie prime si possono trasformare in grandi creazioni”.

Ma la vera grande novità di questa edizione 2012 è stata la sinergia con un evento enogastronomico espressamente dedicato al pubblico: il Milano Food&Wine Festival, con cento aziende vinicole e trecento vini in degustazione, selezionati tra le migliori cantine d’Italia, ma soprattutto la possibilità di assaggiare una cucina d’autore prêt-à-porter: con 10 euro i buongustai si son potuti deliziare con piatti come la pasta e fagioli con croste di Grana Padano e l’osso del prosciutto di Parma di Massimo Bottura, la crema bruciata di baccalà mantecato e spuma di patate alla birra doppio malto di Claudio Sadler e lo stufato di fave, verdure e costine di maiale di Rodrigo Oliveira del Mocotò di San Paolo.

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