Come cambia la cucina, futuribile e ipertecnologica

Polveri e surgelati, la cucina del futuro per il "cibo facile"

MILANO – Nessuno terrebbe al riparo dagli sguardi indiscreti certe cucine di oggi. Anzi, vanno mostrate, certo con elegante nonchalance, ma sono da far vedere. Non solo perchè sono cucite su misura come un abito di grande sartoria senza sbagliare di un millimetro e perchè costano spesso come l’auto parcheggiata in strada, ma perchè possono rivelare ben più di quanto fino a ieri poteva il soggiorno, quello tenuto sempre maniacalmente in ordine dalla nonna per far bella figura anche con gli ospiti improvvisi.

In cucina non ci si stanca di andare mai oltre, almeno stando a quanto si può constatare visitando gli stand di EuroCucina 2014 al 53/o salone del Mobile alla Fiera di Milano nel primo giorno di apertura al pubblico. Nell’evoluzione della cucina si avanza senza soste. E senza voltarsi indietro verso inutili nostalgie. Non ci sono ad esempio cucine proposte come “riedizioni”: il mito adesso è racchiuso nei concetti di futuribile (così magari prima che sia passata di moda ci vorrà qualche anno) e tecnologico.

Semmai affiora qui e là qualche accenno di vintage, ad esempio c’è un grande lavello nella composizione “Soul” del designer Giuseppe Bavuso, subito compensato però dalla innovativa laccatura delle ante con microsfere ceramiche, oppure piani di lavoro in cemento abbinati a massello di noce selvatico e di rovere veneziano. E anche se la cucina (sempre che la stanza sia sufficientemente ampia) è diventata non più il “focolare” solo della famiglia ma un posto dove socializzare anche con gli ospiti in modo informale, i designer ne hanno bandito ogni accento ludico: resta rigorosa oltre che lussuosa. I materiali sono sempre importanti e includono legni preziosi, metalli dagli speciali trattamenti antimacchia, antigraffio, marmi e pietre rare.

E, sempre in tema di materiali, “Artematica” di Gabriele Centazzo, in un discorso di ecosostenibilità arrivata ad adottare, per le basi, un vetro riciclabile al 100%. Nel settore (dove il fatturato è calato nel 2013 dell’1,2%) le nostre creazioni continuano l’avanzata nei paesi esteri con un export (+5,6%) che ormai contribuisce al fatturato per il 40%. Tra i principali mercati Russia, Germania, Svizzera, e Stati Uniti mentre la Turchia fa il suo ingresso nella top ten. Abbastanza a sorpresa però sono aumentate anche le importazioni +2,4%, mentre diminuiscono purtroppo addetti e imprese (-1,8 e -2,1).

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