Wellington (Nuova Zelanda) – Il caso di pirateria contro Megaupload è un "caso politico" e le e-mail e prove fornite dagli Stati Uniti sono "fuorvianti e calunniose". È quanto afferma il fondatore del sito di file-sharing, Kim Dotcom, in un'intervista al New Zealand Herald, la prima rilasciata dopo l'arresto. "Ero nella mia cella e pensavo: Perché lo fanno? Non possono vincere", ha continuato Dotcom. Megaupload è stato chiuso lo scorso 20 gennaio in concomitanza con l'arresto del fondatore, rilasciato la scorsa settimana su cauzione. In base ai termini del rilascio, Dotcom deve restare confinato nella sua casa di Auckland e non può avere accesso a internet. Gli Stati Uniti sono coinvolti nel caso perché stanno cercando di ottenere l'estradizione di Dotcom, in modo da poterlo processare per violazione di copyright e altri reati federali. Secondo le autorità Dotcom e i suoi soci avrebbero favorito milioni di download illegali, causando perdite intorno ai 500 milioni di dollari a cantanti e produttori cinematografici e guadagnando da tale attività.
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