San Francisco (California) – “Se non modifichiamo la nostra cultura patriarcale e omofoba, non potremo avanzare come nuova società, mentre è questo ciò che vogliamo, ovvero sfruttare il potere dell’emancipazione tramite il socialismo”.
Lo ha detto Mariela Castro, figlia del presidente cubano Raul Castro, durante un dibattito all’ospedale generale di San Francisco incentrato sui diritti degli omosessuali, di cui lei è un’importante portavoce.
Parlando in spagnolo e con la traduzione di un interprete, l’attivista 49enne ha ribadito l’importanza di cambiare la società cubana per permettere alla comunità gay di esprimersi liberamente. “Stabiliremo le relazioni sulle basi di giustizia e uguaglianza sociali, può sembrare un’utopia, ma possiamo farcela”, ha proseguito.
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