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Stèphanie di Monaco VS film su Grace Kelly: “Non andava fatto!”

CANNES – Che il film “Grace di Monaco” del regista Oliver Dahan non sia mai andato giù alla famiglia Grimaldi e al Principato è cosa nota. Ma questa volta a sbottare contro il film p Stèphanie in persona, la figlia più piccola, la “ribelle” che quel tragico 13 settembre 1982, quando Grace Kelly mori in un tremendo incidente d’auto, era accanto proprio alla sovrana di Monaco.

E ora Stèphanie dice la sua, tramite una intervista concessa a Nice Matin, il quotidiano della Costa Azzurra:

«Non l’ho visto e non andò a vederlo. Se si fa un film basato su fatti storici, bisogna rimanere fedeli a questi fatti».

La distanza presa dai Grimaldi sul film diretto da Oliver Dahan è abissale. Fin dalle prime riprese si sono tirati fuori da questo progetto, rivendicando il fatto di non essere mai stati consultati e dissociandosi dalla figura del padre così come è stata mostrata sullo schermo.

Gloria Satta analizza la vicenda e su Il Messaggero scrive:

“I Grimaldi hanno già fatto sapere che diserteranno la montée des marches, l’anteprima mondiale e il ricevimento, in aperta polemica con il film. La sparata di Stéphanie segue infatti di qualche giorno il comunicato ufficiale del Principato grondante indignazione e condanna da parte del sovrano Alberto e delle sue sorelle Caroline e Stéphanie: «Grace di Monaco non può essere presentato come un bio-pic, è totalmente fittizio e opera una distorsione dei fatti a fini puramente commerciali», hanno messo nero su bianco i figli di Grace e Ranieri III. «Non vogliamo essere associati in nessun modo a questo film che non riflette minimamente la realtà e che è stato realizzato senza tenere conto delle nostre osservazioni»”

Il dissenso:

“Nel film Raineri III (interpretato da un accigliatissimo Tim Roth) impedisce a Grace, che per sposarlo aveva rinunciato alla sua carriera da Oscar, di tornare sul set per interpretare Marnie. Il bio-pic, o presunto tale, di Dahan racconta infatti i mesi del 1962 in cui Grace riceve la fatidica proposta da Hitchock e sembra tentata di accettarla. Ma alla fine la ragion di stato prevale e la principessa decide di archiviare definitivamente il cinema.

Dahan, un regista abbonato alle biografie (era suo La vie en rose su Edith Piaf, un ruolo grazie al quale Marion Cotillard vinse l’Oscar), ha sempre rivendicato la libertà creativa: «Mica sono un biografo», ha detto. Lo ha difeso Thierry Frémaux, il direttore artistico del Festival, dicendosi anche dispiaciuto che i Grimaldi abbiano attaccato il film senza averlo visto: «La Kidman è una grandissima Grace e la famiglia ne sarebbe fiera».

«Grace di Monaco è una storia romantica che racconta la vita di Grace Kelly, grande star di Hollywood, e della sua ascesa al ruolo più importante, quello della principessa di Monaco», aggiunge Dahan. «Le relazioni tra la Francia e la Rocca non sono sempre state rose e fiori, ma nel film mi interessava mostrare come una nuova arrivata dalla scintillante Hollywood sia riuscita a influenzare e lasciare il segno nei rapporti tra i due Paesi». Il regista parla di «una specie di scontro fra culture diverse». La polemica, sulla Croisette già parata a festa, rischia di continuare”

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