ROMA – Dopo l’esordio del 2006 con “Ma che ci faccio qui!”, il regista torinese Francesco Amato torna nelle sale con una pellicola complessa e fortemente emotiva. Nicole (Clara Ponsot) e Cosimo (Riccardo Scamarcio) si conoscono durante gli scontri del G8 a Genova: lui vende magliette su una bancarella, lei scende in piazza con i manifestanti. Ferita da un poliziotto, sviene per strada dove viene soccorsa da quel ragazzo con gli occhi chiari, di cui si innamorerà immediatamente, senza una ragione precisa. Grazie ad un passaggio in auto, i due conoscono Paolo (Paolo Sassanelli), un organizzatore di concerti, che presto diventerà il loro datore di lavoro e soprattutto, un loro amico. A rompere l’appassionato equilibrio sentimentale della coppia ci pensa, suo malgrado, Alioune, un clandestino che si unisce al gruppo nella costruzione dell’immenso palco per i concerti. Raccontato con grande realismo e supportato da una buona fotografia, “Cosimo e Nicole” è un film che ha il pregio di aver legato la vicenda di “cronaca”, ovvero l’incidente sul lavoro di Alioune, al cambiamento del rapporto fra i protagonisti. La pellicola, presentata in concorso nella sezione “Prospettiva Italia” al Festival Internazionale del cinema di Roma, ha fra l’altro il grande merito di volersi distanziare da un certo cinema piccolo borghese, affrontando temi scomodi e proponendo personaggi estremamente fisici, a volte quasi “animali”.
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