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Oscar: trionfo per The Artist e Meryl Streep, delusione Clooney

LOS ANGELES – Gli Oscar annunciati sono diventati reali. Con cinque statuette al film francese The Artist, il vero trionfatore di questa ottantaquattresima edizione degli Oscar. Anche Hugo Cabret di Martin Scorsese ha avuto cinque riconoscimenti, ma i suoi premi “pesano” molto meno di quelli del film muto e in bianco e nero prodotto dal figlio del compianto Claude Berri.

Il film americano (ambientato a Parigi) ha vinto i premi per la fotografia, la scenografia (ai nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, incoronati per la terza volta dall’Academy), il miglior montaggio e il miglio missaggio sonoro e per gli effetti speciali. Il film francese (ambientato a Hollywood) ha vinto invece le statuette per i costumi, la colonna sonora, il miglior attore (Jean Dujardin), il miglior regista (Michel Hazanavicious) e il miglior film.

In un’edizione attraversata da continue dichiarazioni d’amore per il cinema, dalle battute del presentatore Billy Crystal all’idea di mandare in platea delle “venditrici” di pop corn, era praticamente annunciato (e meritatissimo) anche il premio per la miglior attrice, che incorona per la terza volta (alla diciassettesima nomination) Meryl Streep, inarrivabile protagonista di The Iron Lady nei panni di Margaret Thatcher.

Le “sorprese” o meglio i premi non così scontati sono andati a Millennium – Uomini che odiano le donne per il miglior montaggio, a Rango per il miglior film d’animazione, a Paradiso amaro di Alexander Payne per la miglior sceneggiatura non originale (peccato per il protagonista Clooney, davvero bravo) e a Woody Allen e al suo Midnight in Paris per quella originale. Annunciata ma non scontata quella a Ashgar Farhadi e al suo bellissimo Una separazione per il miglior film straniero.

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