Film under 13, troppe pistole e spari: allarme dei pediatri

Film under 13, troppe pistole e spari: allarme dei pediatri

14 Novembre 2013 - di aavico

ROMA – Hollywood sempre più violenta anche nei film a cui hanno facile accesso bambini. Sono i pediatri americani che stavolta lanciano l’allarme. Fucili e pistole sparano a un ritmo di due volte all’ora anche nei film bestseller della categoria PG-13 (under 13 a discrezione dei genitori) secondo uno studio che sarà pubblicato sul numero di dicembre della rivista Pediatrics.



Non solo. Il livello di atti violenti commessi con armi da fuoco nelle pellicole di questa categoria sta aumentando dagli anni Ottanta a ritmi maggiori che nei film “rated R”, quelli a cui gli adolescenti sono ammessi solo se accompagnati da un adulto con il paradosso che nel 2012 hanno superato i “rated R” quanto a frequenza di “pistole facili”.

Inception”, “Mission Impossible – Ghost Protocol”, “Transformers: Dark of the Moon” sono tra i film PG-13 più recenti finiti sul banco degli imputati in una lista in cima alla quale c’è “The Dark Knight” con 23 segmenti violenti 13 dei quali con uso di armi da fuoco. Lo studio condotto con l’appoggio dell’Annenberg Public Policy Center alla University of Pennsylvania e della Robert Wood Johnson Foundation, ha valutato anche l’impatto della violenza cinematografica sugli spettatori più giovani: “La presenza di pistole nei film insegna ai ragazzini come usarle”, hanno scritto i ricercatori a poco meno di un anno dalla strage di Newtown: “I bambini tra l’altro non hanno più bisogno di andare al cinema per essere esposti ad atti violenti perchè tante pellicole sono disponibili sul cavo o su Internet”.

Lo studio ha preso in esame 945 film tra i top 30 per incassi dal 1950 al 2012 scoprendo che nell’arco di tempo considerato il livello di violenza è più che raddoppiato e triplicato nella categoria PG-13 da quando nel 1984 e’ stato introdotto il rating. “Siamo rimasti di sasso”, ha commentato Brad Bushman della Ohio State University, uno dei co-autori: “Il sito della Motion Picture association of America afferma chiaramente che i film “rated R” contengono più violenza, ma non è più vero”. La Mpaa non ha fatto commenti dopo aver in passato difeso il suo sistema di rating dei film per i minori. Ma e’ un fatto – nota oggi il Los Angeles Times – che, quando uscirono per la prima volta nelle sale negli anni Ottanta, film come “Die Hard” e “Terminator” erano classificati “rated R” mentre i loro sequel oggi sono “solo” PG-13.