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Clooney "family-man" e le Hawaii nel "Paradiso Amaro" di Alexander Payne

Roma – Sarà in sala il 17 febbraio con 250 copie distribuite da Fox l'atteso 'Paradiso amaro' con George Clooney del premio Oscar Alexander Payne, che l'ha presentato questa mattina a Roma all'Hotel Eden di via Ludovisi. Vincitore Golden Globe 2012 il film ha ricevuto nominations ai Bafta e dalla Director Guild of America, nonché le recenti cinque agli Oscar, che lo vedono al fianco di Woody Allen, Martin Scorsese e Michel Hazanavicius, "sono felice – ha detto Payne – di essere con loro. Uno non si aspetta mai di ricevere candidature, è un onore stare accanto a registi che rispetto profondamente e che non vedo l'ora di incontrare". Payne ha parlato poi dei "simposi" cui parteciperà "insieme a David Fincher venerdì prossimo" e quelli organizzati dall'Academy Awards, che sono "una forma di cortesia verso il pubblico". "Sospetto – scherza – che non saremo in molti, ma io, Michel e Martin andremo".

Il regista statunitense, ma con origini greche, ha commentato la tragica scomparsa del collega Theo Angelopoulos, travolto oggi da una moto ad Atene mentre girava il film 'L'altro mare' con Toni Servillo, "Akira Kurosawa diceva che, potendo scegliere come morire, avrebbe preferito succedesse mentre girava un film. E' una fine tragica". "Una volta – ha ricordato – l'ho conosciuto, mi disse di continuare a fare film e che il mio nome sarebbe stato associato un giorno a quello di Kassavetes. Lo ricorderò, dispiace averlo perso". Su quale potrà essere il miglior film straniero candidato agli Oscar, il regista 50enne, che l'ha vinto nel 2005 per 'Sideways – In viaggio con Jack', è perentorio, "l'iraniano 'Una separazione' di Asghar Farhadi è quello a cui avrei preferito avessero assegnato più candidature perché è il migliore".

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