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“Anni felici”: trama e recensione del film di Daniele Luchetti

ROMA – Guido (Kim Rossi Stuart), pittore e scultore, si sente un rappresentante della nuova arte concettuale più per narcisismo che per autentica passione artistica; sua moglie Serena (Micaela Ramazzotti) è invece una donna semplice che presto però scoprirà un nuovo modo di essere moglie e madre grazie al femminismo. Sono gli anni di piombo, gli anni del referendum sul divorzio, dell’amore lesbico quelli in cui vive la famiglia di “Anni felici“, la nuova pellicola di Daniele Luchetti.

È evidente la forte matrice autobiografica in questo nuovo film che, a differenza di “Mio fratello è figlio unico” e di “La nostra vita“, sembra avere toni più intimi e personali. Dotato di una struttura narrativa solida e di due protagonisti credibili e affascinanti,  Anni felici” è un sentito affresco della vita di un nucleo familiare ordinario e speciale al tempo stesso, che tanto sembra voler raccontare dell’infanzia del regista stesso.

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