ROMA – Sabrina Salerno: curve mozzafiato, fascino prorompente, è stata una vera e propria icona italiana degli anni ’80. Oggi Sabrina Salerno è moglie e mamma appagata ma il suo passato nasconde delle ombre. A distanza di anni Sabrina riesce a raccontare a Vanity Fair la drammatica storia vissuta con suo padre, che non l’ha mai voluta riconoscere se non dopo il test del Dna fatto recentemente.
Sabrina Salerno ha avuto un passato di successo come cantante. Gli anni ’80 le hanno regalato fama e notorietà. Con il passare del tempo però le sue presenze in tv si sono diradate e da qualche anno ha preferito ritirarsi nella sua vita privata, diventando moglie e mamma.
Solo ora, però, Sabrina è riuscita a volta realmente pagina. Il suo passato è infatti macchiato da un terribile dramma: quello del padre che non l’ha mai voluta.
La showgirl, cantante e attrice ha deciso di raccontare la vicenda alla rivista “Vanity Fair”:
“Mia mamma aveva 18 anni quando sono nata, mio padre 25 ma se n’è andato subito; vivevo a Sanremo dai nonni materni, mentre mia mamma, infermiera, stava a Genova. Per tutta la vita ho cercato di legarlo a me: rintracciandolo, invitandolo alle mie nozze e al battesimo di Luca, ma anche minacciandolo di andare per avvocati. Non ci sono riuscita e lo considero, a 46 anni, il mio più grande insuccesso”.
“Per trent’anni mi ha detto (il padre ndr): ‘Vacci pure dall’avvocato, non è che se lo dice lui inizierò a volerti bene’. E io non ci andavo. Mi raccontavo: se non mi ama, non merita questo sforzo. Una frase idiota. Spesso fare i superiori è un modo di gettare la spugna”.
Ancora, Sabrina racconta:
“Nel frattempo aveva costruito una famiglia ufficiale, con una figlia che ha 9 anni meno di me. Ma accettò di incontrarmi. Mi spiegò che non ero prevista né voluta, e che siccome mia mamma aveva voluto tenermi, la responsabilità, anche finanziaria, era tutta sua. I primi soldi da lui li vidi quando, a trent’anni, gli feci scrivere dall’avvocato. Perché non gli chiedessi il test del Dna mi offrì qualche milione di lire. Non ne avevo bisogno ma, per quieto vivere, accettai”.
Poi, 6 mesi fa la svolta:
“Nello studio del Notaio, il giorno del riconoscimento, mi ha detto ‘abbracciami, figlia mia’. Ma poi, nel parcheggio: ‘Ti sarei grato se questa storia restasse segreta”
Tuttavia, Sabrina Salerno ha deciso di raccontare il suo dramma a Vanity Fair:
“Non è un regolamento di conti, mio padre è un uomo noto nel suo campo, se volessi vendicarmi basterebbe farne il nome. Esco allo scoperto invece per i tanti che patiscono quel che ho patito io: sui giornali, in questi giorni in cui il test del Dna è al centro delle cronache, leggo che dal 3 al 10% degli italiani non porta il cognome del suo vero padre. Parlo per dire loro: chiedete ciò che vi spetta. Responsabilità, se non amore”.
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