Categorie
bellezza

Obesità, nuovo farmaco Mysimba: antidepressivo e contro dipendenze

PARIGI – Contro l‘obesità arriva un nuovo farmaco: si chiama Mysimba, negli Stati Uniti è già in vendita da alcuni mesi con il nome di Contrave ed è in grado di far perdere peso influendo sulla “dipendenza” da cibo. Questo farmaco è composto, infatti, da due principi attivi: il naltrexone, usato per il trattamento della dipendenza da oppiacei e alcol, e il bupropione, prescritto come antidepressivo e per combattere la dipendenza da sigarette.

C’è voluto del tempo perché il Mysimba venisse autorizzato anche in Europa. Tra i possibili effetti collaterali ci sono disturbi gastrointestinali e problemi legati al sistema nervoso centrale e tuttora non sono chiari gli effetti a lungo termine sul sistema cardiovascolare, anche se i risultati intermedi di uno studio clinico sono “rassicuranti per quanto riguarda il rischio di malattie cardiovascolari gravi”.

Resta il fatto che comunque il Musimba non viene autorizzato se non dietro prescrizione medica e  indicazioni specifiche per gli adulti obesi o in sovrappeso che abbiano uno o più fattori di rischio come l’ipertensione o il colesterolo alto. I pazienti in trattamento con questo farmaco dovranno essere ricontrollati dai loro medici dopo un periodo di quattro mesi e il trattamento andrà sospeso se non avessero perso almeno il 5% del loro peso iniziale.

Nel 2012 l’agenzia europea aveva respinto la domanda di autorizzazione di un altro farmaco anti-obesità, il Qsiva (commercializzato negli Stati Uniti con il nome Qsymia) prodotto negli Stati Uniti dai laboratori Vivus, a causa dei suoi effetti cardiovascolari a lungo termine. In Francia è già in commercio un farmaco anti-obesità, lo Xenical della Roche e basato su una sostanza, l’orlistat, che limita l’assorbimento di grasso da parte dell’intestino.

 

2 risposte su “Obesità, nuovo farmaco Mysimba: antidepressivo e contro dipendenze”

In teoria l’associazione dei due principi attivi proposti dovrebbe impedire o ridurre il craving quindi andrebbe utilizzato solamente nelle forme di obesità da fame compulsiva, compresa la bulimia. Io estenderei le controindicazioni anche ai malati di BPCO e a quanti lamentano disturbi del transito intestinale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.