Non riusciamo a resistere alla gola? È colpa della nostra mente

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ROMA – Gli obesi come alcolisti o tossicodipendenti? Certo, le cose non possono essere messe allo stesso piano, eppure secondo alcuni scienziati americani il meccanismo secondo cui non si riesce a fare a meno di ingurgitare qualcosa pur sapendo che ci farà “male” scaturisce da un disfunzionamento del cervello, proprio come accade a chi ha delle dipendenze. Secondo lo studio infatti le persone obese avrebbero un numero inferiore di recettori della dopamina, il neurotrasmettitore che regola la sensazione di piacere e serenità. Secondo i ricercatori newyorkesi del Brookhaven National Laboratory, dunque, queste persone hanno bisogno di mangiare di più per stimolare i circuiti celebrali responsabili del piacere.

Nonostante questo, i meccanismi che stanno alla base della “golosità” non sono ancora del tutto chiari. Precedenti studi hanno però sottolineato il ruolo fondamentale della dopamina nel senso di soddisfazione quando si ingerisce un alimento. Gli scienziati sono partiti da questo per cercare di scoprire se, a questo punto, le persone che non riescono a controllare la golosità e mangiano in maniera compulsiva lo fanno per stimolare il centro delle sensazioni “positive”, sfavorito da una mancanza di recettori della dopamina.

Gli studiosi hanno così deciso di testare le loro teoria su 20 persone: 10 obese e 10 normopeso. Hanno iniettato ad ogni volontario un marcatore chimico radioattivo avente la particolarità di fissarsi sui recettori della dopamina, hanno osservato allo scanner (tramite un sistema digitale molto avanzato) il cervello dei volontari.

È emerso che i pazienti obesi avevano un numero inferiore di ricettori per dopamina e mangerebbero in maniera compulsiva proprio per compensare questo deficit.

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