Cerimonia? Trucco, parrucco e… “punturina”

chirurgia estetica cerimonia

ROMA – Non solo durante il giorno più bello della propria vita, al pronunciamento del fatidico “si”. Secondo Giulio Basoccu, chirurgo estetico responsabile della Divisione di Chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva dell’Ini (Istituto neurotraumatologico italiano), le italiane anche durante la comunione di figli e nipotini “vogliono apparire al meglio. Così in questo periodo osserviamo un aumento del 30% di richieste di filler, “punturine” antietà e trattamenti con botulino, per arrivare al giorno della cerimonia più fresche, luminose e giovani”. Secondo il chirurgo “il fenomeno del “ritocco” mirato per la cerimonia sia piuttosto recente, e la crisi non ha frenato le richieste”. Tanto che in questo periodo c’è un vero boom di trattamenti.

Dopo abito, trucco e acconciatura, i riflettori si accendono su rughe e segni dell’età. “Matrimoni e comunioni – riflette Basoccu – sono occasioni in cui si rivedono familiari e amici che non si vedono da un po’ di tempo. E la primavera porta a scoprirsi e mette in luce i piccoli difetti. Il desiderio è quello di apparire al meglio, ‘celando’ il passare del tempo. Risultato? Ormai ci arrivano richieste mirate, con appuntamenti scadenzati e l’obiettivo di apparire al meglio per un certa data”.

“Una strategia adottata esclusivamente dalle donne – spiega Basoccu – dai 30 ai 60 anni. In questi casi i ritocchi sono leggeri, e diventa fondamentale il calendario: bisogna calibrare gli interventi nel tempo, in modo da evitare piccoli lividi e segni rivelatori, e massimizzare gli effetti nella data prescelta. Gli interventi più gettonati sono le punturine biorivitalizzanti, i filler e il botox. Nel primo caso gli effetti si vedono già dopo una seduta, ma bisogna attendere 7-10 giorni”.

Fonte: Adnkronos

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