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La nuova spesa anti-crisi: aperitivi e feste in casa

carrello anticrisi

ROMA- Che dire, la crisi c’è, e si sente. Le famiglie italiane sempre più spesso si stanno trovando a dover rinunciare ai piccoli lussi che fino a qualche anno fa potevano concedersi. Settimane bianche e vacanze al mare in testa, secondo i sondaggi a farne le “spese” (in tutti i sensi) sono anche le cene fuori ed i piccoli svaghi. Ma, sempre secondo i sondaggi, esiste una piccola serie di cose per cui gli italiani non hanno proprio fatto a meno, ne hanno aumentato i consumi.

Si legge su “la Repubblica” come “guardando agli scontrini del 2011 gli italiani hanno acquistato tutto ciò che occorre per fare gli aperitivi a casa, dalle patatine aromatizzate ai drink, dalla birra analcolica al pane per tramezzini. Hanno comprato più degli anni passati ingredienti per fare dolci e gli addobbi per fare feste in casa”.

Insomma, sembra proprio che l’italiano abbia perso la voglia di uscire a festeggiare… ma non di festeggiare. E come si dice “se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto” ed ecco che ci si organizza e si riscopre il valore dello stare in casa. “È il recupero della dimensione domestica, la necessità di risparmiare che induce a tornare ai riti familiari. Le famiglie stanno più tempo in casa, spendono di più per colazioni, aperitivi, dolci e feste -spiega Nicola De Carne, manager del centro di ricerca Nielsen-. Un aspetto di questa è l’enjoy cooking, il piacere di cucinare, che ha visto in un mercato degli elettrodomestici che va malissimo il buon risultato di oggetti come frullatori, tostiere, tritatutto.”

Ma, si legge su la repubblica, il vero “piccolo” peccato per cui gli italiani non riescono proprio a fare a meno è la cosmetica: “cofanetti per il trucco, creme anti rughe, smalti, tutti prodotti che non conoscono crisi, con imprevedibile impennata anche per ciò che riguarda l’igiene dei piedi”.

 

 

1 Comment

  • Ma supponiamo che stile cornotto e stile lineare non esistano.In particolare andiamo nel campo del lessico.E se lessico aulico, medio, alto, basso non esistano ?E se le parole non venissero pif9 scelte in base al registro, ma in base alle emozioni che provocano, a cif2 che trasmettono.Assurger al mondo iperuranio non e8 la stessa cosa di morire.Morire e8 pif9 freddo, mentre la locuzione ha un qualcosa di celestiale ed evocativo.E se il mondo potesse esser modificato dai pensieri dei personaggi.Esempio: Lisa vede un albero e pensa che e8 stupendo. Dopo aver litigato con sua madre, vi si ferma davanti ed e8 orrendo.Attenzione, non e8 che lei pensa che l’albero sia orrendo, ma e8 proprio l’albero che diventa orrendo per tutti.Aggiungi a questo un frequente uso delle figure retoriche.Ecco, io non voglio rinunciare al mio stile, perche9 quello stile e8 il modo di parlare della mia anima, della mia arte.Non potrei farlo neppure per il romanzo d’esordi, perche9 e8 cosec che la mia anima mi parla, e cosec che la mia ispirazione da vita alle storie ed alle trame.Vogliamo parlare della storia, che tratta temi anche molto pesanti.@Licia: il problema e8 che non sempre la qualite0 vende. In alcuni casi sec, ma solo quando la qualite0 segue il gusto del momento.Giordano e8 bravissimo e vende, ma solo perche9, oltre a esser bravo, segue i gusti della gente.Ma l’arte non puf2 piegarsi alla moda !Se cif2 che scrivi e8 alla moda, tanto meglio, ma se non lo e8 trovo ingiusto piegarsi alla massa.La letteratura e8 arte che viene dall’anima, e non la si puf2 costringere ad esser o ad apparire in un determinato modo.ps: scusate la scrittura: sono di fretta.

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