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Salva figlio ma muore. Senza forze, lui fuori pericolo, si lascia andare

LA MADDALENA – Si tuffa in mare per salvare il figlio di 7 anni che sta annegando. Il mare è mosso, un muro d’acqua davanti a lei. Il tempo di assicurarsi che il bimbo è finalmente salvo, in riva al mare, e Natalia si lascia andare. Non ce l’ha fatta, trascinata da un vortice. Il mare la porta giù.

Una tragedia è accaduta a La Maddalena. Natalia Maovaz, 49 anni, è morta annegata per cercare di salvare il figlio di 7 anni e un amichetto di 8. Non appena ha visto suo figlio annaspare tra le onde non ci ha pensato un attimo e si è tuffata in mare. Ma il vento è forte, il mare è violento. Anche il papà Andrea si butta in mare, riesce a raggiungere il figlio e l’amichetto e annaspando raggiungono la riva. I bimbi sono salvi: tossiscono, piangono. Ma sono salvi. In lontananza, la mamma ancora in mare non ha più le forze. È vicina alla riva ma una barriera d’acqua la divide dalla salvezza. Vede i bimbi salvi. Ecco, ora può lasciarsi andare. Scrive Beatrice Picchi sul Messaggero:

Il mare la trascina giù, a quindici metri dalla spiaggia della Bassa Trinita, nella parte settentrionale della Maddalena. La spiaggetta ieri mattina era deserta, troppo mosso il mare, e un vento con raffiche di oltre quaranta chilometri orari. Non ci sono divieti, né bandiere, ma nessuno osa entrare in acqua. Alle 13,08 la tragedia per la famiglia arrivata da Roma. I bimbi entrano in mare ma restano davanti alla riva dove si formano delle piccole piscine naturali, i genitori sono lì, li hanno avvisati, il mare è mosso. Ma è un attimo, il mare cresce, le onde diventano barriere, la mamma fiuta il pericolo e si tuffa urlando parole per rassicurarli. Suo figlio si aggrappa a uno scoglio e l’amichetto continua ad annaspare tra le onde”

I SOCCORSI. Come si legge sul Messaggero, i soccorsi arrivano dopo 7 minuti dall’allarme:

“È stato un passante a chiamare i soccorsi: l’allarme arriva alle 13,08 alla Capitaneria di Porto di La Maddalena. E dopo sette minuti davanti alla spiaggia di Bassa Trinita arrivano due motovedette, mentre un’altra pattuglia raggiunge il luogo della tragedia via terra. Anche un sottufficiale della Marina Militare libero dal servizio si tuffa per raggiungere la donna, a venti metri ormai dalla riva rocciosa. Il militare la prende tra le braccia, trascinandola sulla sabbia, Natalia è già priva di sensi. Dal vicino centro di soccorso, a meno di cinquecento metri dalla spiaggia, arrivano i soccorsi: i medici provano a rianimarla con il defibrillatore, ma è stato tutto inutile, quando è arrivata all’ospedale Paolo Merlo di La Maddalena i dottori non hanno potuto far altro che certificarne il decesso. Anche il marito e i due bambini vengono portati in ospedale, sono sotto choc. Non è la prima tragedia in mare quest’anno in Sardegna: a metà giugno un turista tedesco di 51 anni, anche lui in vacanza, è morto annegando davanti alla spiaggia di Badesi, in Gallura”

Dovevano essere giorni di relax e serenità per la famiglia. E invece la vacanza si è trasformata in tragedia, e Natalia è deceduta così. Il mare mosso, un vento violento. E la sua ultima occhiata al bimbo, che era salvo. Natalia poteva andare…

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