ROMA – A un giorno dall’inizio dei primi saldi, cominciati il 2 Gennaio nelle regioni di Basilicata, Campania e Sicilia si fanno i primi bilanci, e la situazione è tutt’altro che positiva: “I saldi invernali 2013 sono un vero e proprio colabrodo, che favorisce i consumatori con capacità di reddito e penalizza chi non riesce a raggiungere la terza settimana del mese” dichiara Pietro Giordano, segretario generale dell’Adiconsum.
“Da molte settimane – dice – i clienti più affezionati (e che hanno speso durante l’anno) ricevono mail, telefonate e sms dai propri commercianti per sconti non dichiarati sulle proprie vetrine. La merce di qualità ed esteticamente migliore ha così da tempo lasciato gli scaffali con abbattimento di prezzo anche del 50% e, quando arriverà il 5 gennaio, i consumatori meno fortunati troveranno ciò che resta dopo i saldi sommersi e nascosti. Dopo 23 anni dalla promulgazione della legge che regola i saldi – continua – è tempo che si riformi una normativa resa un colabrodo da leggi regionali, saldi mascherati, promozioni inventate, liquidazioni per cambi gestione”.
Adiconsum chiede a mister Prezzi “l’avvio di un tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico, attorno al quale si siedano le associazioni dei commercianti e dei consumatori, per trovare soluzioni capaci di proporre al legislatore norme moderne, capaci di realizzare risparmi reali e costanti per i consumatori e al contempo salvaguardare le aziende sane del settore”.
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