Roma: sfilata di detenute nel carcere di Rebibbia

Donna Sempre

ROMA – Ha avuto luogo il 26 Giugno scorso nella sezione femminile della casa circondariale di Rebibbia in via Bartolo Longo a Roma, “Donna Sempre”, l’evento conclusivo di un progetto in cui delle detenute hanno sfilato accanto a modelle professioniste.

L’assessore agli Enti Locali e Politiche per la Sicurezza della Regione Lazio Giuseppe Cangemi ha spiegato che l’evento era volto ad “offrire alle donne detenute competenze professionali nel mondo della moda, coinvolgerle nella preparazione di eventi e sfilate, così da facilitarne il reinserimento in società una volta scontato il proprio debito con lo Stato”.

Presenti all’evento, finanziato e patrocinato dall’assessorato agli Enti Locali e Politiche per la Sicurezza della Regione Lazio e organizzato dall’associazione Gruppo Idee c’erano il provveditore del Lazio del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Maria Claudia Di Paolo, il vice direttore della struttura carceraria, Gabriella Pedote, il locale comandante della Polizia penitenziaria, Dario Pulsinelli e moltissime detenute.

“Col progetto “Donna Sempre” – ha aggiunto Cangemi sottolineando l’attenzione rivolta al carcere di Rebibbia da parte della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini – costituito da tre fasi distinte nel corso dell’anno, abbiamo pensato di sostenere le detenute in diversi ambiti del settore della moda: dapprima e in via propedeutica con un’attività di formazione caratterizzata da lezioni di portamento, trucco e acconciature; in secondo luogo, facendole partecipare attivamente sia nella preparazione che nella realizzazione della sfilata, anche in qualità di modelle; e in ultimo, aspetto principale, sostenendo il collocamento delle ex detenute nel settore della moda”.

“Tutto questo – ha aggiunto – rientra nel nostro modo di concepire la riabilitazione delle donne detenute e di salvaguardare, al contempo, la sicurezza dei cittadini. Il periodo estivo, come anche il periodo natalizio e delle festività in genere, acuisce la sensazione di isolamento delle detenute, favorendo l’insorgere di patologie di tipo depressivo”.

“Con “Donna Sempre”, come con altri progetti finanziati in favore degli istituti penitenziari – ha concluso Cangemi – cerchiamo di tutelare, il più possibile, il benessere psico-fisico dei detenuti. Anche questo è un nostro compito istituzionale”.

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