Ostia: ragazza non vuole abortire, presa a calci e pugni dal fidanzato

Ostia: ragazza non vuole abortire, presa a calci e pugni dal fidanzato

21 Febbraio 2014 - di Claudia Montanari

OSTIA (ROMA) – Una ragazza di 17 anni, incinta, è stata presa a calci e pugni dal fidanzato di 25 anni dopo aver appreso che lei non avrebbe abortito.



Nuovo episodio di violenza sulle donne, questa volta è accaduto a Ostia, in provincia di Roma. Un ragazzo di 25 anni, dopo aver scoperto che la fidanzata 17enne era rimasta incinta e che non avrebbe abortito, l’ha massacrata di botte.

La ragazza è stata colpita con calci e pugni all’addome e ora rischia di perdere il bambino. L’uomo è fuggito e al momento è ricercato.

Come si legge su “Il Messaggero”, la ragazza aveva nascosto al fidanzato la gravidanza. Quando lui se ne è accorto era ormai troppo tardi per abortire ed è scattata la violenza.

Secondo quanto si apprende, la ragazza ha nascosto il bambino per 4 mesi perché immaginava che l’uomo non lo avrebbe voluto e aveva paura di perdere il bambino e anche il fidanzato, di cui era innamorata.

Si legge su Tgcom24:

“Già in altre occasioni era emersa la natura di quel compagno, spesso crudele nei confronti della ragazzina, che maltrattava e non rispettava. Quella brutta storia è finita nel peggiore dei modi, con una ragazza che finisce in ospedale e con un uomo ricercato dalla polizia.
Eppure da tempo le cose tra i due non andavano bene. Lei, studentessa, appartiene a una famiglia borghese e vive in una strada elegante di Ostia. Lui lavora come operaio in un albergo di Fiumicino, è figlio di immigrati sudamericani ed è arrivato a Roma a cercare un futuro migliore.
Erano nell’appartamento di lei quando lui è venuto a conoscenza della gravidanza: pare che lei abbia cercato di ricucire il rapporto proprio dicendogli di essere incinta al quarto mese, e quindi senza più possibilità di abortire. E invece quell’incontro è finito in tragedia, con l’esplosione della violenza del 25enne contro la sua compagna, pestata a sangue e colpito sulla testa, alle braccia, alla pancia.
Poi, l’uomo se n’è andato lasciandola esanime sul pavimento, dove la ragazzina è stata trovata dai genitori, pochi minuti dopo. E’ stata soccorso dalla polizia, che l’ha accompagnata all’ospedale Grassi, dove è stata ricoverata in codice giallo e dove rischia di perdere il bambino. Adesso è affidata alle operatrici del Codice rosa, il servizio di assistenza alle donne vittime di violenza, che negli ultimi cento giorni hanno avuto cento richieste di aiuto. E intanto gli uomini del commissariato Lido sono alla caccia dell’uomo che ha ridotto la ragazza in quelle condizioni. Rischia di essere accusato per tentato omicidio”