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Nelson Mandela è morto: la sua lotta per la pace in 10 frasi

Nelson Mandela è morto: la sua lotta per la pace in 10 frasi

JOHANNESBURG (SUDAFRICA) – Nelson Mandela è morto. Il “padre” del nuovo Sudafrica, l’eroe della lotta contro l’apartheid, è morto all’età di 95 anni stroncato dalle infezioni causate dalla tubercolosi contratta nei 27 anni di detenzione.

Icona di un popolo, Nelson Mandela è stato insignito nel 1993 del premio Nobel per la Pace.

Malato da tempo, Mandela si vedeva sempre più raramente. L’uomo stimato anche dai nemici non parlava più alle manifestazioni o in tv. Ma per i molti nati dopo la fine del razzismo di stato e per quelli che ricordano i tempi dei ghetti, del massacro a Soweto nel 1976, delle lotte dell’African National Congress, l’immagine di Mandela è impossibile da cancellare. Con il peso della sua grandezza, ma anche con la sua ironia e quel filo di civetteria delle camicie disegnate per lui dallo stilista ivoriano Pathe’ O, Mandela ha passato metà della sua vita in carcere per cercare di difendere la libertà di espressione e i diritti umani contro il regime dell’apartheid.

Una vita basata sulla lotta a favore della pace, Mandela ci ha lasciato molti insegnamenti. Ladyblitz vuole ricordare Nelson Mandela semplicemente sottolineando la sua essenza, rievocando in 10 frasi la sua lotta, durata tutta la vita, contro il razzismo e le intolleranze:

“Odio intensamente la discriminazione razziale e in tutte le sue manifestazioni. L’ho combattuta durante tutta la mia vita, la combatto ora, e lo farò fino alla fine dei miei giorni”. [1962, nel suo primo processo per incitamento allo sciopero]

“Nel corso della mia vita mi sono dedicato alla lotta del popolo africano. Ho combattuto contro la dominazione bianca e ho combattuto contro la dominazione nera. Ho amato l’ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone potranno vivere insieme in armonia e con pari opportunità. È un ideale che spero di vivere. Ma, mio signore, se necessario, è un ideale per cui sono disposto a morire”. [20 aprile 1964, processo Rivonia, davanti alla Corte Suprema di Pretoria]

“Io sto qui davanti a voi non come un profeta, ma come un vostro umile servo. Del popolo. I vostri instancabili ed eroici  sacrifici hanno reso possibile che io fossi qui oggi. Pertanto metto i restanti anni della mia vita nelle vostre mani.” [11 febbraio 1990, nel giorno della sua scarcerazione]

“Siamo qui oggi nient’altro che come rappresentanti dei milioni di persone, tra la nostra gente, che hanno osato ribellarsi contro un sistema sociale la cui stessa essenza è la guerra, la violenza, il razzismo, l’oppressione, la repressione e l’impoverimento di un intero popolo”. [1993, dal discorso di accettazione del Premio Nobel per la Pace]

“Sappiamo troppo bene che la nostra libertà è incompleta senza la libertà dei palestinesi”.

“Quando a un uomo viene negato il diritto di vivere la vita in cui crede, non ha altra scelta che diventare un fuorilegge”.

“Nessuno nasce odiando un’altra persona a causa del colore della sua pelle, del suo background, o della sua religione. La gente impara ad odiare; e, se si può imparare ad odiare, si può essere insegnati ad amare, perché l’amore è più naturale per il cuore umano rispetto al suo opposto”.

“L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare un medico, che il figlio di un minatore può diventare il capo della miniera, che un bambino di contadini può diventare il presidente di una grande nazione. È quello che facciamo con ciò che abbiamo, non quello che ci viene dato, che separa una persona da un’altra”.

“Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli”.

“Un vincitore è solo un sognatore che non si è arreso”.

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