Mayassa Al-Thani: è una donna (e col velo) la più potente dell’Arte

Mayassa Al-Thani: è una donna (e col velo) la più potente dell'Arte

 

LONDRA – Si è aggiudicata il primo posto nella classifica stilata da ArtReview delle persone più importanti ed influenti nel campo dell’Arte. È una donna, è araba e porta il velo eppure tutti “colleghi” maschi hanno il terrore di trovarsela accanto durante un’Asta o un acquisto importante. Si chiama Al-Mayassa bin Hamad bin Khalifa Al-Thani, o più semplicemente Mayassa al Thani, figlia dell’emiro Hamad Al Thani, ex sovrano premier del Qatar. Una famiglia reale, quella di Mayassa, con la mamma, la sceicca Mozah, beneficiata tra le altre cose della «gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana» e con il fratello Tamin nuovo padre padrone del piccolo Stato che, come scrive Fabio Cavalera sul Corriere della Sera, “sposta i suoi capitali da Doha a Londra (banche e Harrods), a Parigi, a Milano (il 40 per cento del progetto Porta Nuova) e in Costa Smeralda“.

Una famiglia ricca, ricchissima, con capitali in lungo e in largo e di tutte le fattezze. Basti pensare al papà di Mayassa, che in pochi anni si è portato a casa investimenti quali la squadra di calcio Paris Saint Germain, i grandi e lussuosi magazzini Harrod’s, tutti gli Hotel della prestigiosa Costa Smeralda, la Porsche (e mica una macchina, ma tutta l’azienda perché le cose se si fanno, si fanno bene) e niente meno che una grossa quota nella famosa gioielleria Tiffany. Insomma, mica bruscolini.

Mayassa ha da sempre un debole per l’arte e ha messo “in riga” anche i più potenti mecenati mondiali sbaragliando la concorrenza portandosi le più esclusive ed ambite opere d’arte.

Scrive Fabio Cavalera sul Corriere della Sera:

“Che, in questi anni, Al-Mayassa fosse diventata la più liquida fra le donne, nell’universo delle aste e dell’arte, lo si sapeva, tanto sentenziò la rivista Forbes . La notizia nuova è che proprio due giorni fa è salita sul gradino più alto del podio riservato ai magnati globali. È lei la numero uno e si è lasciata alle spalle una compagnia di mercanti maschi, gli americani David Zwirner (tedesco di nascita) e Larry Gagosian, lo zurighese Iwan Wirth, il gotha. Era l’undicesima fra i «potenti» nel 2012. Ha lo scettro. 
Pur non avendo la padronanza della storia delle correnti pittoriche, delle virtù nelle ceramiche e nei marmi, e pur non essendo una frequentatrice di gallerie e di musei, la sceicca Al-Mayassa, laureata in scienze politiche nel North Carolina, ha tirato fuori le unghie e i quattrini. Spendendo una somma favolosa, consigliata da segugi ed esperti che battono i mercati e le aste: qualcosa come 600 milioni di dollari all’anno, si azzarda”.

Certo, che i soldi abbiano aiutato molto non c’è da discutere. Risale a maggio del 2012 uno dei suoi ultimi “colpi grossi” quando si è aggiudicata niente meno che “I giocatori di carte” di Cézanne sborsando 250 milioni di dollari ma da Rothko a Damien Hirst, passando per Picasso, Mirò, Bacon e Warhol la lista delle opere esclusive entrate in possesso della famiglia Al-Thani grazie a lei è lunga.

Opere che, come si legge sul Corriere della Sera, “andranno a impreziosire Doha. La sceicca Al-Mayassa si è presa a cuore il progetto musei nel Qatar, non trascurando di finanziare esposizioni anche alla Tate di Londra” perché, come ha spiegato una volta, “l’arte abbatte i preconcetti, unisce, aiuta a capire“.

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