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Malasanità: donna morta a Napoli dopo 6 ore in barella

NAPOLI – Claudia D’Aniello è morta dopo un calvario durato 18 ore. La donna ha trascorso oltre sei ore su una barella del Fatebenefratelli, senza ricevere un’assistenza adeguata, nonostante avesse dolori lancinanti all’addome. Poi, è morta al Pascale, dove è stata trasportata d’urgenza dai suoi familiari.

Tutto è iniziato, se così si può dire, nel gennaio scorso quando, esploso l’allarme delle protesi PIP accusate di essere pericolose per la salute, Claudia D’Aniello ha deciso di controllare le sue protesi (Pip) che aveva messo otto anni per capire potevano avere problemi. I vari controlli che la donna fece a gennaio diedero, purtroppo, i peggiori degli esiti, presentando un tumore grande come un mandarino sotto all’ascella sinistra: calcinoma duttale infiltrante di grado intermedio al capezzolo sinistro, questo è quello che venne diagnosticato alla donna.

Dopo una serie di interventi riusciti, la donna inizia un ciclo di chemioteraipia, ma solo la prima seduta sarà per lei devastante. Iniziano infatti i primi tormenti subito dopo la prima chemio: dolori fortissimi che vengono placati con qualche medicinale e niente più, tanto che la sera stessa la donna va al ristorante con il marito.

Ma è proprio al ristorante, il 30 sera, che Claudia ha un collasso e sviene. Assistita dai familiari, con il passare dei giorni peggiora fino a quando la notte di martedì scorso, 3 aprile viene portata in ospedale. Si legge sul sito italiasudsanita.it:  “Prima dell’alba del mercoledì arriva al Fatebenefratelli, i medici al Pronto soccorso la mettono su una lettiga e sospettano si tratti di calcoli, una colica o semplicemente una colite. Le prelevano il sangue, ha le difese immunitarie bassissime, le danno uno spasmex e toradol, ma continua a sentire dolori fortissimi all’addome e sono costretti a somministrarle morfina. Resta in barella e la portano in Medicina al secondo piano, dove resterà fino a poco dopo le 11, quando i familiari iniziano a protestare e insistono per portarla al Pascale, dato che al Fatebenefratelli non viene assistita a dovere. Inizia la corsa fino al centro oncologico dove arriverà alle 11,30. Lì le viene effettuata un eco-addome, tac con e senza contrasto e risonanza magnetica, i medici capiscono che non c’è un attimo da perdere e l’equipe guidata dal dottor Giovanni Romano interviene. La donna ha l’addome gonfio causato da un versamento di liquido provocato da una pacreatite acuta o dalla perforazione di fegato o colon. Non può essere operata perché ha i globuli bianchi sotto il livello di guardia e le fanno subito una cura di antibiotici. Ha un collasso e viene trasferita in Terapia intensiva al quarto piano del Pascale dove le somministrano ossigeno e le fanno una flebo e delle siringhe di morfina. Alle 10 va in arresto cardiaco, provano a salvarla con massaggio cardiaco e adrenalina ma non c’è nulla da fare. Claudia è morta”

Si legge su il Corriere della Sera: “«Dopo tanto penare le è scoppiato il cuore — racconta suo fratello Guglielmo che proprio ieri ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica per omicidio colposo —. È stata per quattro ore su una barella al pronto soccorso del Fatebenefratelli in preda a dolori fortissimi, poi per altre due ore abbiamo atteso inutilmente un radiologo e quando alla fine ci hanno detto che il radiologo era in riunione, capito? in riunione…, l’ho caricata io stesso e l’ho portata via con le miemani. Ma ormai era tardi».

E ancora: “Il pm Giovanni Corona ha già aperto un fascicolo disponendo il sequestro di tutte le cartelle cliniche del caso. I Nas della commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, dal canto loro, hanno avviato un’istruttoria urgente i cui risultati — lo ha annunciato ieri il senatore Ignazio Marino — mercoledì prossimo finiranno sul tavolo del ministro della Salute, Renato Balduzzi”.

Martedì con ogni probabilità sarà effettuata l’autopsia e si capirà se e quanti medici saranno iscritti nel registro degli indagati. Mercoledì, invece, sono previsti i funerali nella chiesa di San Luigi Gonzaga a Posillipo.

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