Malala Yousafzai criticata sul web: jeans attillati disturbano i conservatori

Malala-Yousafzai

LONDRA – Malala Yousafzai criticata sul web “perché vestita troppo all’occidentale”. L’attivista pakistana, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel 2014, è stata fotografata mentre camminava per le strade di Oxford (probabilmente lungo Cornmarket Street) con indosso un paio di jeans neri, abbinati a un giacchetto verde corto e degli stivaletti con tacco basso.

Un outfit che ha fatto infuriare parte dei suoi connazionali, indignati per il look casual della giovane, diventata famosa in tutto il mondo per il suo impegno in difesa dei diritti civili sotto il regime dei talebani pakistani. Neanche il fatto che indossasse l’hijab ha messo a riparo Malala dagli insulti di chi pensa che abbia tradito la sua cultura.”Non sono scuro che sia Malala o Mia Khalifa (attrice pornografica di origini libanesi, ndr)” ha commentato un giovane dopo aver visto la foto. “Quanto tempo dovrà passare prima che getti via il foulard?” ha scritto un altro.

Lo scatto dell’attivista è finito sui social network qualche settimana fa, ma non c’è alcuna prova certa che la ragazza fotografata sia la vera Malala. Secondo L’Indipendent la foto sarebbe stata pubblicato per la prima volta sul forum pakistano Siasat news forum. A supporto della tesi che la giovane immortalata sia realmente Yousafzai c’è il fatto che lo scorso agosto lei stessa ha reso noto via Twitter di essersi recata a Oxford per studiare politica, filosofia ed economia.

Non tutti i pakistani hanno però puntato il dito contro la ventenne attivista. C’è chi ha deciso di prendere le sue difese. Tra questi Bushra Gohrar, politica pakistana, che ha dichiarato: “La nostra Malala Yousafzai sta benissimo in jeans. Non riesco a capire perché la scelta dei suoi vestiti sia un problema per qualcuno”.

Anche Anita Anand, giornalista britannica di origini punjabi sikh, supporta la scelta della ventenne di indossare abiti occidentali: “Malala può indossare ciò che ama per quanto mi riguarda” ha detto, specificando che “le critiche arrivano dagli ambienti più retrogradi”. Pur essendo l’attivista un’eroina e un modello da seguire, la giornalista dubita “che Malala possa fare qualcosa per soddisfarli”.

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