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Luisa Todini, una e trina tra famiglia, Poste e Rai: “Donne? Sono multitasking”

ROMA – “Noi donne? Siamo geneticamente modificate, nasciamo multitasking”. Luisa Todini, e chi la ferma? 47 anni, mamma, moglie e donna in carriera. Con una figlia di 11 anni, già consigliere di amministrazione Rai, da poco è anche presidente di Poste Italiane. Una e trina, insomma. Tuttavia, la Todini non ha paura. Nata in una famiglia di costruttori, riesce a sdoppiarsi anche lì: presidente e socio unico della Todini Finanziaria, non fa nemmeno male, visto che da quando c’è lei il fatturato in compenso è triplicato.

Donna e mamma multitasking, si definisce. E come darle torto? Intervistata da Giovanna Cavalli per il Corriere della Sera, Luisa Todini si confessa, e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. Non tutti, infatti, apprezzano la sua versatilità e il fatto che ricopra più ruoli insieme. Si legge sul Corriere:

“Non tutti apprezzano la sua versatilità. La criticano i grillini e pure il Pd.
«Piano a dire Pd. Ha parlato forse Renzi? O il sottosegretario Giacomelli?»

Beh, però l’onorevole Anzaldi dice che…
«Ecco, Anzaldi è il Pd? Anzaldi parla per sé»

Par di capire che alle dimissioni non ci pensa
«Non esiste incompatibilità tra i due incarichi»

Per legge no. Ma forse non è opportuno sedere qui e là
«Ho una vita professionale molto piena, vero. Ho ereditato e consolidato le mie aziende. Da quando papà è scomparso, troppo presto, non sono più figlia, ho responsabilità in prima persona. Però ho una squadra valida»

Ci fa la figura di una attaccata alle poltrone. Né più e né meno come un uomo.
«Non mi aggrappo alle poltrone, non è mia educazione. Sono a disposizione. Se me lo chiedono, mi faccio da parte».

Insomma, la Todini non si sente di “fare troppo” o più del necessario. In fondo, racconta che più volte le hanno proposto di diventare ministro, sia con il Governo Berlusconi, con quello di Monti e con quello di Renzi, ma

Ho sempre risposto di no. Quello sì che sarebbe stato incompatibile con la mia vita. Con Poste Italiane e Rai invece posso mettere a disposizione il mio buon senso imprenditoriale. Dare un contributo per migliorarle. Mi sento una civil servant”

I due incarichi, spiega

Non sono in conflitto, anzi hanno parecchie convergenze. E poi alle Poste c’è un super ad, il mio ruolo è più di rappresentanza: ho la gestione del Cda, dell’Audit e delle relazioni istituzionali”

Poi, parla anche dello stipendio:

C’è il tetto, come per tutti i manager. Guadagno 238 mila euro lordi»

Da sommare a quello da consigliere Rai
«Altri 66 mila euro lordi. Che sono tanti, per una famiglia, lo so benissimo»

Potrebbe rinunciare almeno a questi
«Non sarebbe giusto. Il lavoro va sempre pagato, è una mia regola. E io lavoro parecchio»

Devolverli in beneficenza
«Mi creda che, in un anno, tra le tante iniziative che sostengo, ne spendo più di tutti questi messi insieme. Però non mi va di parlarne»

Insomma non lo fa per i soldi. Le piace il potere?
«Ho l’opportunità di partecipare a un grande cambiamento di due aziende come Poste e Rai e ne sono fiera. Io non occupo posti, mi hanno sempre chiamata loro. Se vogliono, come sono venuta, così me ne vado, sono pronta»”

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