La lettera di Stefano Gabbana a Domenico Dolce: “Il mio è ancora amore”

La lettera di Stefano Gabbana a Domenico Dolce: "Il mio è ancora amore"

ROMA – Una lettera intensissima, ricca di amore -quello puro e semplice- e affetto. Stefano Gabbana scrive a Domenico Dolce. È dal 1979 che Dolce e Gabbana condividono tutto e oggi Stefano si sente di dedicare delle parole d’affetto al suo collega, amico ed ex compagno Domenico, parole che sono apparse sul Corriere della Sera attraverso una lettera toccante e profonda. Il senso della lettera è puro e semplice: l’amore forse cambia, prende altre forme, ma non finisce.

I due non sono più compagni d’amore perché la loro storia è finita parecchio tempo fa, ma insieme condividono tutto da più di 35 anni:

“Oggi, grazie a quel sentimento che ci lega indissolubilmente l’uno all’altro, continuiamo ad affrontare insieme le gioie e i dispiaceri che la vita ci riserva. Sei la mia famiglia”

La lunga lettera parte dal ricordo del primo incontro tra gli stilisti: una telefonata. Era il 1979 quando il grafico pubblicitario milanese Stefano Gabbana chiamò lo stilista bolognese Giorgio Correggiani, e invece parlò proprio Domenico. Si legge sul Corriere della Sera:

“È Gabbana a chiamare: «Buongiorno, posso parlare con Giorgio Correggiari?». Correggiari è uno stilista bolognese, grande sperimentatore di materiali e tessuti, che in quegli anni lavora con successo a Milano. «Non c’è — risponde una voce dall’altra parte del filo —. Le passo il suo primo assistente». Ed è così che l’apparecchio finisce a Domenico Dolce. I due ragazzi si trovano simpatici — «ho capito chi sei, ti ho già visto in giro», dice il siciliano —, nasce un appuntamento e dall’appuntamento nasce per Gabbana l’occasione per entrare nell’atelier del sarto bolognese e mettersi per la prima volta alla prova su un terreno amato, la moda, di cui lui, grafico pubblicitario, è però ancora completamente a digiuno. Correggiari gli dà una scrivania di fronte a Dolce «che si barricava dietro montagne di libri perché diceva che lo copiavo» racconta ora Gabbana, 35 anni dopo, una vita dopo”

Da lì la nascita della storia della loro maison di moda, ormai famosa in tutto:

“Sono trascorsi tanti anni da quando ho sentito per la prima volta la tua voce dall’altra parte del telefono, tutto è cambiato eppure nulla è cambiato. L’amore che provavo allora si è solo trasformato, continuando a darmi tante bellissime sensazioni. […] Dal niente abbiamo creato insieme la Dolce e Gabbana e con la forza del nostro amore abbiamo realizzato tutto quello che abbiamo – scrive lo stilista -. Sostenendoci a vicenda siamo riusciti a superare tante difficoltà e tanti pregiudizi”.

Non solo una lettera, ma una vera e propria confessione pubblica che ripercorre le tappe della loro vita, dalle prime sfilate a Milano negli anni ’80, vero Olimpo della moda, all’emozione di vestire celebrity di tutto il mondo.

Una lettera tenera e ricca di amore e di affetto. Si legge sul Corriere della Sera:

“È una confessione tenerissima, da innamorato, a un ex che non è mai stato lasciato. Anzi, che con il tempo è diventato ancora più caro, nonostante entrambi abbiano dei nuovi compagni. Ma perché una lettera e perché ora? Ci sono emozioni forti ed emozioni deboli, insegna Eugenio Borgna, e sono fragili alcune delle emozioni più significative della nostra vita. Scriverle, di getto, prendendo a pretesto il Festival delle lettere, che si terrà a Milano dal 29 settembre al 5 ottobre – nella serata del 3 verrà letta la missiva di Gabbana insieme a quelle di Fabio Troiano, Carolina Crescentini, Ivan Cotroneo e Amanda Sandrelli, tutte indirizzate ad un ex – è un modo per strapparle alla loro fragilità, «con carta e penna è tutto diverso, le parole sono più difficili, hanno un valore più profondo che resterà unico, come unico sei e sarai sempre tu per me». Era la fine del 1999 quando sulla copertina di Sette , il settimanale del Corriere , la coppia raccontava la propria relazione sentimentale, «fece molto rumore, a quei tempi ancora non usava, eppure fu un gesto per noi così normale, istintivo – dice ora Gabbana -. Ricordo che il giorno dopo mi chiamò mia madre, turbata, “perché non me l’hai detto che finivate sul giornale?”». Tre anni dopo quel coming out , il rapporto si rompeva. Seguiva un periodo di sofferenza, di «lutto», ma finita l’attrazione è rimasto un sentimento intenso: «Sei tu la mia famiglia»”.

Un rapporto di amicizia e rispetto quello tra Stefano e Domenico:

“«A salvarci, è stato il fatto di esserci sempre detti la verità, anche quando era difficile, quando ci faceva litigare. Così siamo sopravvissuti», spiega Gabbana, aggiungendo elementi alla lettera. Qualche volta lasciarsi non significa lasciarsi davvero. «Domenico è un timido, quando gli dico che è la mia famiglia si ritrae, ma viviamo ancora vicini, nello stesso palazzo, uno in un piano e l’altro sopra, quando facciamo vacanze separate ci chiamiamo sempre, siamo riusciti a restare, intelligentemente, buoni amici e grandi complici». Domenico Dolce non è tipo appassionato di sorprese: di questa lettera, dice Gabbana, non ne sa niente e «forse è meglio che almeno un messaggino glielo mandi: preparati, fra le notizie di domani ci sei anche tu»”

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