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In India la prima banca “rosa” per le imprenditrici. Gestita solo da dipendenti donne

NEW DELHI –  Nell’India degli stupri spesso taciuti per vergogna arriva la prima banca “rosa”, dedicata esclusivamente alle imprenditrici e con sole dipendenti donne.

L’iniziativa è stata annunciata dal ministro delle Finanze, Chidambaram, tra le novità della sua legge di Bilancio per il nuovo anno fiscale 2013-2014 che inizia il primo aprile.

Contrariamente alle aspettative di una manovra all’insegna dell’austerity, il governo indiano ha aperto i cordoni della borsa, in particolare a favore di donne, ceti deboli e giovani.

Il ministro ha anche annunciato un fondo speciale, chiamato Nirbhaya Fund (dal nome della studentessa violentata e morta dopo lo stupro di gruppo del 16 dicembre scorso) per il ministero della Donna e del Bambino. ”Abbiamo la responsabilità collettiva di garantire la dignità e la sicurezza delle donne”, ha detto Chidambaram. ”I recenti incidenti hanno gettato un’ombra sulla nostra immagine di Paese libero e  progredito. Ci sono più donne che entrano oggi nell’arena pubblica, per lavoro o per accedere a diversi servizi, e parallelamente è aumentata la violenza contro di loro”.    

La manovra prevede un aumento della spesa per i programmi a favore delle donne e dei bambini, con particolare attenzione alle ”single” e alle vedove, quest’ultime da sempre emarginate nella società tradizionalista indiana.

La banca “rosa” sarà statale e avrà come dotazione iniziale la somma di 10 miliardi di rupie (equivalente a circa 186 milioni di dollari), e dovrebbe aprire già il prossimo ottobre.

”Le donne sono oggi alla guida di molte banche, tra cui due istituti pubblici, ha detto Chidambaram in Parlamento, ma non c’è nessuna banca esclusivamente riservata alle donne. Perché allora non possiamo avere una banca che presti denaro solo alle donne o ad attività gestite da donne, che finanzi i gruppi femminili di auto impiego, composta da impiegate donne e che si occupi di tutti gli aspetti finanziari della crescita del potere femminile?”.

Molto favorevole alla novità Sonia Gandhi, leader del partito di maggioranza del Congresso, e che in più occasioni si è battuta a favore di politiche femminili.

Ma non sono mancate le polemiche. ”Perchè non creare una banca per i musulmani o una per le caste inferiori?”, si è chiesto provocatoriamente l’economista Surjit Bhalla, editorialista di The Indian Express.

Mari

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