Giorgio Armani

Armani: “Non vendo. Progetto una fondazione”

1 Giugno 2012 - di Claudia Montanari

È già qualche tempo che si vocifera di una probabile (poi smentita) idea di Giorgio Armani di vendere la sua azienda. Lo styesso Patrick Thomas, ceo di Hermes, ha dichiarato qualche giorno fa: “La prossima guerra sarà per l’acquisizione di Armani. È il più grosso affare degli anni a venire”. Purtroppo per Thomas, Armani non vende. Se proprio si deve parlare di futuro, più probabile potrebbe esserci una fondazione.



Che stia comunque pensando sul destino della sua azienda, Armani non lo nasconde, e dichiara al Corriere della Sera: “Sto lavorando al futuro della mia azienda” e, analizzando le varie ipotesi, qualcosa viene alla luce: “Cedere a un fondo che, dopo un paio di anni, venderà le azioni per guadagnarci? Non mi interessa. Passare la mano a un privato che pensa di poter trattare gli abiti allo stesso modo delle automobili? Non mi interessa neppure questo: per la moda occorrono sensibilità e cuore”. Arriva poi qualcosa si illuminante: “Ho avviato una ristrutturazione importante – ha spiegato Armani -: l’appoggio esterno di una fondazione consentirà, alle persone designate, di gestire l’azienda”.

Ecco dunque svelato l’arcano, una fondazione, “un grande cda, che intervenga su tutte le scelte strategiche del gruppo, indicando al management la strada da seguire. Una soluzione per mantenere il controllo dell’impresa (un miliardo e 800 milioni di euro i ricavi consolidati nel 2011) nelle mani delle persone di fiducia di Armani” si legge sul Corriere della Sera.

Certo, c’è un però: chi disegnerà Armani dopo di lui?: “Ho un ottimo staff, che migliora sempre più” è la sua semplice e chiara risposta.

Un po’ più triste è invece riguardo l’attuale situazione italiana, e spiega al Corriere della Sera: “La cosa che mi infastidisce di più è dover riconoscere che non siamo più felici in questa nostra Italia con troppi indagati, con troppi santi che si rivelano tutt’altro. Non so se sia il risultato di un passato lassista, però stiamo andando verso una situazione pericolosa. Penso di andarmene, e poi non lo farò mai. Ma vien voglia di fare qualcosa per risollevare questo Paese”.