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Fisco, Guggio Gucci arrestato. È pronipote del fondatore del marchio

FIRENZE – Guccio Gucci, pronipote e omonimo del fondatore del marchio di moda “Gucci”, è stato arrestato la mattina del 10 settembre 2014 dalla guardia di Finanza di Firenze. Secondo quanto si legge su Repubblica, l’accusa per Guccio Gucci è quella di bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Guccio Gucci era amministratore della società Esperienza srl di Scandicci che operava sul mercato della pelletteria con il marchio “To Be G” ma, come si legge su Repubblica, la società era stata dichiarata fallita nel dicembre del 2013 dal Tribunale di Firenze.

Scrive Repubblica:

“L’accusa per Gucci è di bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La misura cautelare, non l’arresto ma l’interdizione dall’esercizio di amministratore, è stata disposta nei confronti di Sergio Moroni che secondo la Finanza era soltanto un prestanome. Per lui c’è appunto il divieto temporaneo dell'”esercizio di amministratore e degli uffici direttivi delle persone giuridiche”, significa che non può avere incarichi nella società. Le accuse riguardano presunte condotte fraudolente contabili e sul capitale sociale “finalizzate a indebolire le possibilità per l’erario di soddisfare il proprio credito” per un totale di 400mila euro”

Chi è Guccio Gucci:

Guccio Gucci porta lo stesso nome del bisnonno e per un po’ ha cercato una sua strada proprio nel mondo della moda. Si è fermato quando l’Erario gli ha presentato un conto da poco meno di 400 mila euro per imposte evase. A quel punto, secondo la Guardia di Finanza, ha cercato di evitare il pagamento svuotando le casse dell’azienda. Come risultato la società è fallita e, pochi mesi dopo, lui è ai domiciliari. I bisnipoti del fondatore della celebre griffe nei primi anni del 2000 decidono di “mettersi in proprio” e nel 2005 lanciano una propria linea nella produzione di pelletteria, costituendo la Esperienza”. La società fallisce nel 2013. Il marchio “To be G” ha firmato accessori e borse di lusso, come quelle dedicate a Kate Middleton e a Michelle Obama. Finchè, secondo quanto emerso dalle indagini del pm fiorentino Christine Von Borries, attraverso distrazioni di beni ed espedienti, come vendite fittizie e falsificazioni di documenti, il patrimonio della Esperienza è stato ‘svuotato’ per “rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva” con l’Erario, che chiedeva 386.600 euro per imposte non pagate dal 2007 al 2012″

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