Federica Pellegrini: “Voglio un uomo che abbia voglia di faticare con me”

Federica Pellegrini si sfoga: "Solo 3mila euro per 2 mondiali e 3 record"

ROMA – Federica Pellegrini ha le idee chiare. Si è appena concluso il Mondiale di Barcellona e Federica si porta a casa una preziosissima medaglia d’argento nei 200 stile che, purtroppo, non salva la spedizione azzurra. Un argento dunque prezioso più per lei che per il resto del mondo, dopo un 2012 che lei stessa ha definito un “buco nero”.

Intervistata da Riccardo Signori per il Giornale, Federica Pellegrini si lascia andare. E racconta non solo della propria carriera ma anche della vita sentimentale.

Di seguito, l’intervista completa di Riccardo Signori a Federica Pellegrini apparsa su il Giornale:

“«Philippe ha detto di essere orgoglioso di me, abbiamo stabilito che farò un alle­namento al giorno fino a dicem­bre, poi riprenderò con il doppio. Resterò molto a Verona, andrò a Narbonne tre settimane in otto­bre. Farò tante gare: europei in va­sca corta, meeting, europei».

G: Impegnativo….
«Ho chiesto alla federazione qualcuno che si alleni con me du­rante l’anno. Uomo o donna non importa, qualcuno che abbia vo­glia di faticare. In Italia non siamo propensi a scelte coraggiose. Tan­ti sono intimoriti da Philippe, ma una prova è utile. E so che qual­che atleta vorrebbe tentare. Cer­to non credo che la federazione gli darà la gestione della staffetta 4×200. Peccato, lui ha dimostrato di saperci fare. Philippe ha dimo­strato con me, in questi anni, quel che doveva dimostrare»

G: Forse è un tipo un po’ distan­te dal resto del mondo italia­no?
«C’è contrasto, due mondi completamente separati. Una persona un tantino diversa da al­tri ».

G: Con lei ha fatto centro.
«Intanto è molto utile al mo­mento della gara. Sicuro di sé e ti trasmettesicurezza. Poihacapito che deve farmi ridere. Comincia anche lui a raccontarmi barzellet­te come faceva Castagnetti. Ma in francese. Solo che le barzellette italiane fanno più ridere».

G: Con questo vuol dire che pro­spetta tre gare a Rio?
«Nosolodue: 200e400stielibe­ro. Devi dosare bene le energie. Il doppio allenamento serve a reg­gere la stanchezza. La presenza nellestaffettesaràridottaallefina­li ».

G: Nazionale del tutti stanchi dopo due gare. Invece gli al­tri ne fanno anche dieci… «A Shanghai ho fatto due volte i 400 e tre volte i 200 come se niente fosse,perché Philippe in quell’in­verno mi ha aperto in due. È l’alle­namento che porta resistenza al­la gara. Pure io sono stupita nel ve­dere atleti che si buttano tre volte in vasca ogni giorno e vanno be­ne. Bisognerà studiare le loro tec­niche di recupero e allenamen­to ».

G: Anche perché la spedizione italiana non ha proprio bril­lato.
«Due sole medaglie con una spedizione di 31 persone devono fare un po’ pensare».

G: Lei continua a puntare alle medaglie olimpiche?
«Sennò non continuerei a nuo­tare » Ledecky e Franklin non le prospettano un futuro faci­le.
«Loro sono giovani e agguerri­te, ma io non mi sento sul viale del tramonto».

G: La foto dei mondiali?
«Essere tornata veloce nei pri­mi 50 metri mi ha detto che sono sulla strada giusta. Figlio del po­te­nziamento fuori acqua e dei la­vori specifici nei 200 dorso ». 

G: Quest’anno si allenerà mol­to a Verona…
«Ha vinto la mia tranquillità. Philippe ha capito che se sono se­rena poi in acqua vado bene. A Ve­rona sto bene, non c’èla baraon­da mediatica di Roma dove mi se­guivano 10 fotografi per volta. E i veronesi si sono abituati alla mia presenza». 

G: Dimenticato l’anno trava­gliato?
«Il 2012 è stato il buco nero del­la carriera: iniziato e finito male, mai un picco. Una cosa inusuale. Però non ho dato colpe a nessuno e non lo farò oggi. Anzi, mi trovas­si nella stessa situazione rifarei la scelta. Certo, col senno di poi, di­rei: no».

G: Il presidente del Coni: Pelle­grini spot dello sport italia­no.
«Non mi sembra di esserlo sta­to nell’anno di Londra. Quando arrivano le batoste, ci sono anco­ra più batoste. Ti dicono vai male perché fai la televisione, ti di­strai… Invece non ho fatto più di altri anni».

G: È l’argento della riscossa?
«È servito anche a questo: a chiudere la bocca a certe perso­ne, a rispondere a pensieri e paro­le sentiti dopo Londra ». 

G: Quest’anno c’era Fiorello che faceva l’ultras…
«Ci conosciamo da tempo, mi fanno ridere i suoi video, è diver­tente. Lui è una star assoluta nel suo mondo, ma io non mi sento fatta e neppure pronta per quel mondo».

G: A Barcellona 2003 cominciò l’avvicinamento della Pelle­grini ai grandi appuntamen­ti, qui ci ritroviamo con la di­ciottenne Missy Franklin. Passa il tempo…
«Mi diverte l’idea, arrivai qui che avevo 14 anni: sono stati 10 an­ni molto belli pur tra alti e bassi ».

G: E adesso?
«Ora penso a una tranquilla vi­ta da single. Mi ha fatto piacere che qui non si sia parlato di gos­sip, ma solo di risultati. Nel bene e nel male vorrei continuare su que­sta rotta, ma la vedo un po’ diffici­le ».

G: Beh non è solo colpa dei gos­sipari…
«Sì,ma se vado in vacanza col fi­danzato e mi fanno le foto… ».

G: Bene, stavolta scatteranno foto a Federica e…
«Vado in vacanza in Sardegna con i miei genitori. Non hanno mai visto quel mare. E non uso la famiglia per coprire un fidanza­to »”

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