Arabia Saudita: donne segregate tutte in una città

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ARABIA SAUDITA – Forse ha fatto partecipare le donne alle Olimpiadi solo perché minacciata di espulsione dal movimento olimpico mondiale. Forse è per questo che, quel movimento religioso estremamente rigorista che è il wahabismo alla fine ha ceduto.

Ma, si sa, se nasci tondo non puoi morire quadrato, e così arriva l’ennesima proposta che, a noi occidentali, sembra a dir poco al limite della decenza. Una città industriale per sole donne: imprenditrici, impiegate, operaie. Niente uomini. Il progetto, presentato dalla Saudi Industrial Property Authority (Modon), è stato approvato dal principe Mansour Bin Miteb Bin Abdul Aziz, ministro per gli affari municiali e rurali dell’Arabia Saudita.

Il ministro ha già indicato il terreno sul quale sorgerà la città industriale, nei pressi di Hofuf e dell’aerporto di Al-Ahsa, nella provincia orientale.

Il piano della Modon prevede la crazione di numerose città industriali per sole donne e fa seguito alle indicazioni del governo di creare maggiori opportunità di lavoro per le donne, per consentire loro di giocare un ruolo più importante nella sviluppo del Paese. Al tempo stesso il progetto appare segnato dalla rigida divisione dei sessi applicata in Arabia Saudita.

Le città industriali avranno imprese guidate da donne e linee di produzione riservate alle donne. Tra gli obiettivi, anche quello di offrire opportunità alle giovani. “Sono sicuro – ha detto in proposito Saleh Al-Rasheed, vicedirettore generale di Modon – che le donne possono dimostrare la loro efficienza sotto molti aspetti e chiarire i settori industriali che più si adattano ai loro interessi, alla loro natura e alle loro capacità”.

Fonte: Asianews

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