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Donne al lavoro, la riforma Fornero penalizza le più giovani

ROMA – Non solo esodati e giovanni in generale. C’è un’altra categoria colpita dalla riforma delle pensioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero: le giovani donne.

L’avvertimento viene dall’Istat, che ha notato come le donne, nonostante stiano entrando sempre di più nel mondo del lavoro (sono aumentate del 13,9% dal 1994 al 2010), restano pur sempre meno della metà della popolazione occupata, il 47,2%, contro una media europea del 58,6%, prendono un salario del 20% inferiore rispetto ai colleghi maschi e ancora non riescono a raggiungere le posizioni dirigenziali nelle aziende private come nel settore pubblico. Le donne manager in Italia, sottolinea l’Istat, sono solo il 9%.

Con la riforma Fornero, poi, le donne over 50 che stavano pensando di andare in pensione sono rimaste bloccate al lavoro, occupando un posto che sarebbe potuto andare ad altre donne più giovani. 

La disoccupazione colpisce soprattutto le donne con più figli: se tra chi non è madre il tasso è del 37,3%, tra chi ha tre o più figli la disoccupazione sale al 58,3%.

(Foto Lapresse)

 

 

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