operazione chirurgica

Donna è morta dopo operazione anti obesità

16 Luglio 2012 - di Claudia Montanari

GENOVA – Morire a causa di un intervento chirurgico per perdere chili in eccesso, e non per apparire più belle ma per motivi di salute. È accaduto a Gabriella Boldrini, infermiera di Bolzaneto di 55 anni, dopo due operazioni che avrebbero dovuto ridurre l’intestino permettendole così di dimagrire è morta a causa di una complicazione.

La donna vrebbe dovuto perdere quei molti chili di troppo che le creavano problemi al cuore e a tutto il resto e che le avrebbero permesso di ridurre l’obesità.Il fratello di Gabriella Boldrini ha presentato un esposto contro l’ospedale Galliera: “Non voglio accusare nessuno, può darsi che il decesso sarebbe stato ineluttabile  –  ripete  –  ma ci sono aspetti che ci lasciano perplessi: il secondo intervento non è stato fatto con urgenza, mia sorella ha dovuto aspettare dalla notte fino alle 17 del giorno dopo, perché la sala operatoria era occupata”.

Sulla vicenda ha avviato un’inchiesta il sostituto procuratore Federico Manotti, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per ora contro ignoti. Il pm sabato14 luglio ha bloccato l’ospedale per capire le cause della morte. Della Vicenda, si era già occupato l’ospedale disponendo un riscontro diagnostico.  “Siamo stati chiamati dai carabinieri per mettere la salma a disposizione dell’autorità giudiziaria  –  dice Giorgio Pacelli, della direzione sanitaria  –  più di questo non posso dire, il resto è contenuto in due ponderose cartelle cliniche “.
Secondo quanto è stato possibile ricostruire attraverso i racconti dei due figli (un ragazzo ed una ragazza, gemelli di 19 anni, che abitano in via Bolzaneto 50 già orfani di padre) e di Claudio Boldrini, la donna sarebbe stata indirizzata a questo tipo di intervento dai medici che la seguivano da tempo. Consigliata a fare l’operazione di riduzione dell’intestino tenue, che in gergo si chiama “diversione bilio-pancreatica”: si restringono le cavità gastriche, in modo da dare il senso di sazietà anche mangiando poco.

Il primo intervento, effettuato il 5 luglio scorso dagli specialisti del reparto di “Chirurgia-Malattie dell’Apparato Digerente”, sembrava andato a buon fine.

Gabriella il giorno dopo si era alzata dal letto e aveva fatto qualche passo. Il giorno dopo però, ha iniziato ad avere fitte lancinanti all’addome, non attenuate neppure con la morfina. Durante la successiva notte la situazione sarebbe precipitata: “Ci hanno detto che si erano rotti i punti all’interno, come è stato accertato la mattina dopo dalla Tac con il mezzo di contrasto  –  racconta il fratello  –  ciò nonostante, ha dovuto aspettare fino a sabato, 7 luglio, per essere operata, appunto perché in sala chirurgica era in corso un parto”.

Dal quel momento la donna non ha ripreso conoscenza. È stata trasferita in terapia intensiva dove è rimasta fino alla sua morte. Malgrado l’inchiesta in corso per accertare le causa della morte, Claudio Boldrini precisa: “Nei giorni in cui è rimasta in questo reparto ho potuto cogliere la professionalità dei medici di rianimazione”.