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Chirurgia estetica: i consigli per non correre rischi

29 Giugno 2012 - di Claudia Montanari

ROMA – Gli ultimi anni hanno visto un vero e proprio “boom” dei ritocchi estetici, soprattutto di quelli meno invasivi e anche meno costosi. Gli esperti avvertono però che, essendo quello della chirurgia estetica un settore che fa gola a molti, di fare molta attenzione a chi ci si mette in mano. Così l’Aicpe, Associazione italiana di chirurgia plastica estetica, ha stilato una lista dei 10 consigli più importanti per aiutare chi ha deciso di sottoporsi ad un ritocco e non rischiare di finire in mani sbagliate. “Verificare le credenziali del medico, diffidare di chi pubblicizza visite gratuite, occhio agli interventi “low cost” e attenzione alle foto a effetto” sono solo alcuni dei consigli dell’Aicpe.



Mario Pelle Ceravolo, vicepresidente Aicpe, spiega che “in Italia tra chirurghi ufficiali, non ufficiali e abusivi si contano almeno 5.000 medici che praticano la chirurgia plastica, anche se è difficile avere una stima precisa” e ancora “Molti medici offrono prestazioni di chirurgia plastica senza averne i requisiti o propongono trattamenti chirurgici in strutture non adeguate o autorizzate”. “Gli interventi di chirurgia estetica – aggiunge lo specialista – comportano, di solito, un basso rischio e quindi possono essere eseguiti con molta tranquillità e sicurezza: perché ciò avvenga, tuttavia, è fondamentale che sia l’operatore sia l’ambiente siano adeguati, anche quando si tratta di procedure apparentemente semplici”.

Di seguito il decalogo a misura di paziente predisposto da Aicpe:

1) SCELTA DEL MEDICO. La prima regola è capire a chi ci si sta rivolgendo. “Gli unici di cui fidarsi – raccomanda Pelle Ceravolo – sono i medici specializzati in chirurgia plastica e ricostruttiva ed estetica. Ossia chi, dopo la laurea in Medicina, ha frequentato per 5 anni una Scuola di specializzazione universitaria in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica oppure chi ha maturato un’esperienza comprovata e verificata per almeno 5 anni nel settore”. Altri criteri per scegliere il medico di fiducia sono l’eventuale attività ospedaliera o universitaria e l’accreditamento nelle due società scientifiche italiane, Sicpre e Aicpe. “Tutti gli iscritti a queste associazioni devono avere i requisiti per farne parte – prosegue il vicepresidente di Aicpe – La lista completa dei soci è pubblica e si trova sul sito www.aicpe.org, mentre quella di Sicpre si può reperire su www.sicpre.it”.

2) SCELTA DELLA STRUTTURA. Informarsi su dove vengono eseguiti gli interventi è fondamentale. “Devono essere strutture sanitarie ufficialmente autorizzate – evidenzia Pelle Ceravolo – Aicpe si sta muovendo attivamente per ottenere dal ministero e dagli assessorati competenti un elenco che sia pubblico e facilmente consultabile, con le strutture accreditate e gli interventi per i quali sono autorizzate. In alcune regioni è già presente, ma purtroppo non in tutte”.

3) MATERIALI UTILIZZATI. E’ diritto del paziente ottenere notizie sui materiali utilizzati, come protesi o filler. “E’ importante sapere cosa verrà utilizzato, assicurarsi che sia di qualità comprovata, prodotta da aziende riconosciute e certificate. Ogni medico deve illustrare ai pazienti ogni prodotto che utilizzerà e consegnare un’etichetta identificativa del prodotto”, continua Pelle Ceravolo.

4) CONSENSO INFORMATO. E’ consigliabile leggere il modulo presentato ai pazienti per qualunque tipo di terapia e chiarire eventuali dubbi con il medico.

5) COSTI. L’Aicpe invita a “verificare sempre il preventivo dei costi, chiarendo le perplessità su eventuali spese aggiuntive”.

6) PREZZI. “Professionalità e sicurezza hanno un costo. Diffidate di prezzi troppo bassi o di sconti: si tratta di un risparmio ad alto rischio, in quanto a farne le spese di solito sono sicurezza, qualità e affidabilità”, è il monito dell’Associazione di categoria.

7) EQUIPE. E’ importante informarsi sull’équipe chirurgica, soprattutto sull’anestesista che ha un ruolo fondamentale sulla sicurezza dell’intervento e sulla tranquillità del paziente.

8) OFFERTE. “Attenzione a chi pubblicizza la prima visita gratuita”, prosegue l’Aicpe. “La prima visita serve allo specialista per ascoltare il paziente, osservarlo ed esaminare a fondo situazione clinica, esigenze e possibilità di trattamento – dice il vicepresidente – Il medico deve fornire informazioni complete sull’intervento proposto, alternative terapeutiche, tempi di convalescenza, risultati e possibili complicanze, dando al paziente la possibilità di fare domande. Il costo della visita non può essere valutato esclusivamente sul tempo richiesto, ma è frutto di anni di esperienza, studio e aggiornamento. Chi pubblicizza la visita gratuita potrebbe, anche se non è sempre così, non essere del tutto obiettivo nel valutare realisticamente l’opportunità d’intervento”.

9) PRIMA E DOPO. Molti pazienti chiedono al chirurgo di vedere immagini pre e post-intervento. “Questa procedura, associata all’uso di programmi al computer per simulare i risultati, può essere importante per migliorare la comprensione dei risultati”, osserva l’Aicpe. Ma “d’altra parte – puntualizza Pelle Ceravolo – basare la scelta del chirurgo solo sui meravigliosi risultati illustrati da alcune fotografie non è prudente. Di solito queste immagini rappresentano i migliori risultati ottenuti dal chirurgo, non quelli medi. Se non usati con realismo e serietà, insomma, questi mezzi possono creare nel paziente aspettative irrealistiche e fuorvianti”.

10) UMANITA’. Quando si sceglie un chirurgo bisogna valutare, oltre a titoli ed esperienza, “la personalità, il senso di responsabilità, l’onestà intellettuale e quelle caratteristiche umane istintivamente deducibili dal contatto personale che un vero professionista dovrebbe avere”, conclude l’esperto Aicpe. “Un buon feeling fra medico e paziente è un requisito indispensabile per l’instaurarsi di un rapporto valido, capace di dare soddisfazioni reciproche”.