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Cara Delevingne, giallo su film caso Meredith: la biondina è proprio Amanda?

Cara Delevingne, giallo su film caso Meredith: la biondina è proprio Amanda?

FIRENZE – La modella Cara Delevingne, il regista Michael Winterbottom e il set di un film ispirato al libro della giornalista americana Baribe Latza Nadeai “Angel Face: Sex, Murder and the Inside Story of Amanda Knox”, sul delitto della giovane Meredith avvenuto a Perugia nel novembre del 2007. Insomma, le apparenze danno per scontato: il film è su Amanda Knox e sul delitto di Meredith. E invece no. Il regista nega: “No, voi giornalisti non avete capito: non è un film sul delitto Meredith”.

Un giallo nel giallo, dunque. Il giornalista Luca Vinci cerca di svelare questo mistero e su Libero Quotidiano scrive:

“C’è Delevingne, 21 anni, top model approdata al cinema, con i capelli lisci biondi, l’aria slavata, lo zainetto in spalla. Gira per le strade di Siena e di Firenze, e un po’ sembra proprio Amanda Knox. Ma noi, si sa, abbiamo la tendenza a sbagliare. Accanto a lei, c’è Daniel Bruhl, il Niki Lauda del film Rush, passato da poco nelle nostre sale. Stanno girando dentro il Battistero di Firenze. Nella scena, una guida sta spiegando, mostrando, illustrando. Loro guardano, un po’ distratti. Lei tocca qualcosa che non dovrebbe toccare, qualcosa vecchio di secoli. E il custode del Battistero le lancia un’occhiataccia: questo non fa parte del film, l’occhiataccia è vera. Siamo sul set di Face of an Angel, il film che Michael Winterbottom, il regista Orso d’oro per Cose di questo mondo, famoso per film di sta girando in Toscana. Il film è ispirato al libro della giornalista americana Baribe Latza Nadeai Angel Face: Sex, Murder and the Inside Story of Amanda Knox, sul delitto avvenuto a Perugia nel novembre del 2007. Quando la studentessa inglese Meredith Kercher fu trovata sgozzata nella sua casa a Perugia”

Eppure, dalla produzione del film negano, l’omicidio della Kercher non c’entra nulla con il film. Poi il regista, mentre nega, ammette:

Sì, ho parlato con gli avvocati del caso Meredith, ho incontrato giornalisti che si sono occupati del caso, ho parlato anche con i familiari della vittima”, dice Michael Winterbottom, che incontriamo in una pausa della lavorazione del film. Ma allora perché dice che il film non c’entra con Amanda? «Perché il film non è una versione del libro, ma è una fiction. La storia che io racconto è quella di un regista che fa un film su una giornalista che scrive la storia di un delitto». Insomma, due veli di finzione per allontanarsi dalla cronaca. «E la studentessa che io racconto si chiama Melanie, e studia a Siena, non a Perugia». Ah, allora sì, è tutto completamente diverso… «Il vero protagonista del film è Thomas, un regista che vive un momento di difficoltà», continua il regista, «che viene incaricato di scrivere un film sulla vicenda di una studentessa inglese uccisa, per il cui omicidio vengono processati e condannati la coinquilina americana e il suo fidanzato italiano»”

Insomma, allora è vero? Il film non tratterà dell’omicidio di Meredith?

“«In realtà il film è interessato al crimine in generale. Perché la gente è così affascinata dal crimine?», si chiede il cineasta, «tutti noi siamo attratti dal crimine, la maggior parte dei romanzi si occupano di crimini, i telegiornali lo stesso». Nella pellicola ci sono gli italiani Valerio Mastandrea, che ha il ruolo di un tipo misterioso, Edoardo Gabbriellini e Andrea Tidona. La giornalista è interpretata da Kate Beckinsale. «Ho scelto lei», continua Winterbottom, «perché vedevo in lei la luce dell’intelligenza: è un’attrice straordinaria, e mi sembrava perfetta per interpretare una persona che insegue la verità. Cara Delevingne è una ex modella che ormai ha scelto il cinema. Non è al suo esordio, ha già interpretato tre film: certo, questo sarà il suo ruolo più importante»”

Eppure, quell’omidicido torna sempre in mente:

“«Non fornisco nessuna interpretazione, nessuna opinione su come sia andata», chiarisce, «penso che i giornalisti rappresentino tutti noi. Se abbiamo un’opinione, un’idea sulle cose che accadono nel mondo è grazie a loro. Sono i nostri occhi. Ci danno il senso di che cosa succede nel mondo». Insomma. Ricapitolando. Non c’è Amanda: c’è però una studentessa bella, bionda, con la faccia d’angelo. La storia prende le mosse dalla uccisione di una universitaria inglese, come si legge nel comunicato stampa di Toscana film commission. Il processo è di nuovo riaperto proprio a Firenze. Ma il regista, per affrontare il caso, ha creato due veli di finzione, due step narrativi, insomma due passi indietro: la storia della giornalista e quella del regista. Ma è ovvio che tutto richiami quella storia lì. Lo stesso regista ammette che, prima di girare, ha «guardato molti documentari sul caso di Amanda Knox». E non solo perché non prendeva sonno, s’immagina. Ha anche incontrato molti giornalisti che si sono occupati del caso: perché sono persone interessanti? Le riprese si sono svolte in Toscana, in gran parte a Siena e a Colle val d’Elsa, con una veloce puntata a Firenze. Le polemiche intorno al film già non mancano”

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