Borse? Sì ma rigorosamente a mano. Come il mestiere più antico del mondo?

borse a mano

ROMA – Le sfilate milanesi sono appena concluse e, come ogni settimana della moda, hanno dettato le tendenze della prossima stagione. Così, tra stilisti “vecchi” e “nuovi”, tra i “grandi” e gli “emergenti”, Milano è stata un tripudio di glamour e moda tra proposte in pizzo, stampe brillanti, tagli sartoriali e tessuti impeccabili perché, si sa, almeno questo al Made in Italy è rimasto.

In fondo la moda si è sempre divisa tra chi la ama e chi la odia: solo questione di frivolezze per molti, riscatto sociale ed affermazione di sé per altri. Fatto sta che, volente o nolente, nei secoli si è sempre fatta valere ed è stata specchio della società. Che quest’anno vada il nero, per esempio, non credo sia un caso: nero come la pece, nero come la crisi nera che ci attanaglia, nero come il buco in cui, gli stilisti lo sanno, stiamo precipitando.

Anche le forme non sono da meno e rispecchiano il rigore di cui tanto abbiamo bisogno oggi: niente minigonne azzardate, niente vestitini inguinali, sulle passerelle è stato un tripudio di abiti dallo stile minimal e dal sapore classico. La parola d’ordine, quest’anno, è semplicità.

Ma è su un accessorio, in particolare, che si è concentrata la mia attenzione, quello per eccellenza, diciamo, il sogno proibito di tutte le donne: la borsa. Le nuove tendenze vedono evidentemente una donna dal carattere forte, di polso, e ci hanno messo un attimo i designer a virare la tendenza: basta borse a tracolla, la nuova moda vede l’assoluto ritorno della borsetta portata a mano.

E badate bene, donne, la sottile ma importante differenza: non al braccio, ma in mano. Perché se tanto elegante e raffinata può sembrare l’immagine della Duchessa Kate Middleton che nelle apparizioni pubbliche mostra con estrema eleganza le handbags portate rigorosamente a mano, in maniera inversamente proporzionale apparirà invece l’immagine della donna che ricopre il mestiere più antico del mondo, ovvero la prostituta, solita portare la borsetta al braccio. In fondo, la storia della prostituzione ha radici antichissime e di grande rilievo: basti pensare al personaggio Odisseo, raccontato dallo storico Omero, che ci mise dieci anni per conquistare una Troia quindi sarebbe quasi normale voler imitare le eroiche gesta.

Ma i tempi sono cambiati e se poi si sottolinea come la parola prostituzione sia un termine composto da “pro” (a favore di) e “stituzione”, cioè isitituzione, viene quasi da sè pensare che la prostituzione possa favorire le istituzioni, così, proprio per questo e per evitare che ancora si urli al “complotto”, la borsa, care donne, portiamola al massimo a mano. Così, tanto per non dare adito a possibili rumors politici ora che, poverina, la politica naviga già in acque nere.. nere come il nero che va di moda quest’anno.

 

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