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Bambini a scuola, torna l’incubo pidocchi: cure e rimedi

ROMA – Come si attaccano i pidocchi? E in caso di contagio, come liberarsene? Quello dei pidocchi è un problema molto sentito soprattutto con la riapertura delle scuole. I bambini infatti sono più soggetti al contagio dei pidocchi in quanto il loro cuoio capelluto è meno ricco di sebo. Tuttavia, in caso di contagio non è necessario farsi prendere dal panico: i pidocchi sono “innocui” e non trasmettono malattie.
COME SI ATTACCANO I PIDOCCHI?
Innanzitutto è bene sottolineare che i pidocchi non saltano da una testa all’altra e non volano. L’unico modo in cui avviene il contatto è in forma diretta, con lo scambio di pettini o spazzole, cuscini, biancheria da letto e così via. Il pidocchio è abbastanza facile da individuare: è di colore bianco-grigiastro e si attacca soprattutto alla base del capello. Le zone predilette sono quelle più ricche di capelli: la nuca e dietro le orecchie. Stefano Veraldi, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Milano, ha spiegato al Corriere della Sera:
“Non è vero che prediligono chi ha una scarsa igiene personale. Senz’altro è più facile prenderli se si frequentano luoghi affollati e se si sta in comunità (asili, scuole, colonie). I più colpiti sono i bambini, perché poi, con la pubertà, la produzione di sebo, acidifica il cuoio capelluto e lo rende un microambiente meno adatto alla vita del pidocchio. Alcuni studi hanno anche mostrato che i pidocchi, che non superano i 3-4 millimetri, aggrediscono con più facilità chi ha capelli con una sezione rotondeggiante, perché questi piccoli insetti riescono ad aggrapparsi meglio con le loro zampine. Questo tipo di capello è tipico dei caucasici (bianchi), mentre i neri hanno più spesso una sezione ovoidale”
PERCHÈ I PIDOCCHI PRUDONO?
Il pidocchio si nutre di sangue che aspira pungendo il cuoio capelluto, causando così un forte prurito. Il pidocchio se allontanato dalla testa, non avendo più nutrimento, muore dopo qualche ora.COME CAPIRE SE VI È UN’INFESTAZIONE DI PIDOCCHI IN CORSO?
Indubbiamente il prurito è il sintomo più frequente e fastidioso. La diagnosi viene fatta trovando il pidocchio e/o le lendini vitali , soprattutto dietro le orecchie e sulla nuca. Spiega Stefano Verardi:

“Le sole uova (lendini) non indicano un’infestazione attiva: potrebbero essere vuote. Per essere certi che ci sia una pediculosi in atto bisogna vedere i pidocchi o almeno verificare se le uova si trovano a non più di 6,5 millimetri dalla base del capello. Le lendini vengono attaccate dalla femmina del pidocchio alla base del capello e ne seguono la crescita, salendo verso la superficie. Misurando la distanza che le separa dal cuoio capelluto, si può dunque capire se c’è effettivamente un’infestazione e grossomodo da quanto tempo è in atto, dato che i capelli umani crescono poco meno di un centimetro al mese. I classici sintomi della pediculosi sono irritazione e prurito”

TERAPIA:
I pidocchi possono essere debellati nel giro di pochi giorni. La terapia richiede l’uso locale di prodotti specifici e il trattamento deve essere ripetuto dopo 7-10 giorni per eliminare eventuali pidocchi nati da lendini sopravvissute al primo trattamento. Stefano Verardi spiega:

“Diversi prodotti agiscono sia contro i pidocchi sia contro le uova. Quelli realmente efficaci contengono permetrina, piretrina o malathion oppure sostanze, quali i siliconi, che asfissiano il parassita. In genere, è meglio preferire i prodotti in schiuma, crema o gel, perché,restano adesi a cuoio capelluto e capelli più a lungo. In genere si fa una prima applicazione e poi, dopo circa una settimana, si ripete il trattamento. Poco gradita, ma sempre utile è l’attenta rimozione meccanica delle uova con un pettine a denti fitti”

ESISTE UN METODO  DI PREVENZIONE?
Benché non esista alcun rimedio preventivo per evitare l’infestazione, alcuni accorgimenti possono tornare utili per evitare il diffondersi dei pidocchi e ridurre il rischio di contagio :

Un metodo semplice consiste nel lavaggio dei vestiti e delle lenzuola a temperature superiori ai 60°C (o a secco) enell’immersione in acqua calda di pettini e spazzole. È bene tenere in una camera ben arieggiata gli indumenti, la biancheria del paziente e i vari accessori per pettinarsi e di non usarli per 4-5 giorni (il pidocchio lontano dal capello vive 2-3 giorni).

Claudia Montanari

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