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Miuccia Prada, Marina Berlusconi…: le 30 donne più potenti d’Italia

ROMA – Maria Cannata -dirigente generale del Tesoro- Miuccia Prada -stilista dell’omonima griffe di fama mondiale Prada- e Anna Maria Tarantola – presidente Rai-. Sono le tre donne più potenti d’Italia secondo una classifica stilata da CorrierEconomia e Governance Consulting. Le tre donne più influenti della nostra penisola. Ma la lista è lunga. Sono 700 i nomi di donne presenti in società pubbliche e private, università e istituzioni che una “giuria” composta da sole donne ha giudicato come le più influenti e di maggior spicco.  Il quadro che emerge è la maggiore presenza femminile con ruoli esecutivi e di responsabilità, grazie anche alla legge Golfo-Mosca, che ha introdotto le quote di genere nelle società quotate e a partecipazione pubblica.
Tra gli altri nomi in lista, Marina Berlusconi, Susanna Camusso, Milena Gabanelli e la neo presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi.
Maria Silvia Sacchi scrive su CorrierEconomia:
“Quali donne hanno un ruolo nell’economia italiana? Nel gennaio 2007 (anno europeo delle Pari opportunità)CorrierEconomia aveva provato a individuare le 30 donne più influenti dell’economia italiana. Dopo un lavoro di ricerca, realizzato insieme a Governance Consulting, tra i vertici delle Authority, delle istituzioni, delle grandi società pubbliche e private, delle organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori, delle università, dei media, di tutto ciò che, insomma, ha un impatto economico (ma escludendo la politica), avevamo sottoposto una lista di 80 nomi a un gruppo di personalità dell’economia e della politica e dal loro giudizio erano scaturiti i 30 nomi.
Quest’anno abbiamo rifatto lo stesso processo ma abbiamo sottoposto i nomi solo a una «squadra» femminile. Anche questa volta sono state escluse le cariche più politiche, ed è questo il motivo per cui non si trova il nome di personalità indubbiamente rilevanti come Maria Chiara Carrozza, ministra dell’Istruzione, o Anna Maria Cancellieri, ministra della Giustizia, o Maria Cecilia Guerra, vice ministra del Lavoro”.
Tuttavia, la situazione è chiara. Si legge su CorrierEconomia:
“In sei anni il panorama è profondamente cambiato. L’elemento più evidente scorrendo l’intera lista è che ci sono oggi molte donne con ruoli esecutivi e di responsabilità. Non necessariamente c’è corrispondenza tra il ruolo ricoperto e la considerazione che si ha dall’esterno: «Dal potere dell’azienda si sta iniziando a passare al potere personale — dice Monica Pesce, presidente di Pwa Milan —. Inoltre, le donne iniziano a passare da un ruolo all’altro» e cita come esempio Paola Corna Pellegrini che dalla guida di Zambon Italia oggi è a quella di Allianz Global Assistance. «Le aziende si stanno aprendo all’idea di avere un Ceo donna».
Un processo naturale. Ma per la cui accelerazione grande merito va alla legge Golfo-Mosca che ha introdotto le quote di genere nelle società quotate e a partecipazione pubblica. Oggi la percentuale femminile nei Cda delle quotate supera il 17%, era del 5% nel 2007. «È proprio cambiata la mentalità — dice Lella Golfo —. Oggi si chiede il curriculum anche a un uomo che entra in Cda, perché lo si deve confrontare con quello della donna. Ora c’è il tema della scelta, della selezione del merito»”. 
In merito alle prime tre posizioni, ovvero quelle di Maria Cannata, Miuccia Prada e Anna Maria Tarantola, Maria Silvia Sacchi scrive su CorrierEconomia:
“Sarà che le donne sentono la crisi e hanno anche un’attenzione allo stile, ma le due professioniste più votate dalle donne in questa inchiesta non potrebbero, almeno apparentemente, essere più distanti tra di loro. La prima è Maria Cannata, detta «la signora del debito» visto che al ministero del Tesoro guida la direzione da cui dipende la finanza pubblica, un settore cruciale in un Paese che ha 2mila miliardi di debito pubblico. La seconda (ma solo per questioni di ordine alfabetico perché sono a parimerito) è Miuccia Prada, icona dello stile mondiale, presidente e azionista di un gruppo da 3,3 miliardi di euro di fatturato, sempre presente nelle classifiche sulle donne più potenti a livello internazionale. A un solo passo di distanza la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola. E il cerchio si chiude, perché è attraverso un media potente come la televisione che si influenzano comportamenti economici e anche l’immagine femminile, tema molto sentito dalla presidente Tarantola”. 
Per il resto della classifica, invece, Claudia Parzani, presidente di Valore D spiega:
“«La mappa si sta allargando in modo importante. L’osservatorio di In the boardroom (la «scuola» per diventare consigliere di amministrazione promossa dall’associazione, ndr) ci dimostra che competenza e merito hanno sempre più un impatto nella selezione. Le donne stanno facendo un gran cambiamento nel migliorare la governance: un cambiamento a costo zero ma che fa la differenza, per esempio, nell’attrarre investimenti». Ci sono, insomma, molte nuove leve, anche se magari devono ancora assumere quella visibilità che aiuta ad avere un’influenza più larga. Ma molti sono i nomi di quarantenni che rivestono ruoli importanti, come Tatiana Rizzante Ceo di Replay, Marcella Panucci direttrice generale di Confindustria, Isabella Fumagalli responsabile Italia di Bnp, Eleonora Andreatta direttore delle fiction Rai, Lucia Aleotti Ceo Menarini, l’economista Veronica Guerrieri, Giuseppina Baffi presidente Consip, Mariella Soldi Ceo 38enne di Discovery Italia… Così come molti sono i nomi di personalità meno direttamente economiche ma rilevanti, come Laura Iris Ferro presidente del Pio Albergo Trivulzio, come Francesca Cannizzo, prima donna prefetto di Palermo, di Sabrina Castelluzzo, responsabile sezione crimini informatici della Polizia postale, Maria Luisa Pellizzari, capo dello Sco”. 
Di seguito, la lista completa delle 30 donne più potenti d’Italia:
– Maria Cannata, dirigente generale del Tesoro
Miuccia Prada, stilista
Anna Maria Tarantola, presidente Rai
Ornella Barra, imprenditrice, è nel Cda di Generali
Marina Berlusconi, presidente Fininvest e Mondadori
Joyce Bigio, prima donna bek Cda Fiat in 150 anni di storia dell’azienda
Diana Bracco, in giunta di Confindustria con delega per Expo2015, di cui è presidente
Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil
Rosalba Casiraghi, presente nei Cda e nei collegi sindacali delle maggiori società e banche italiane
Elena Cattaneo, direttrice del centro di ricerca sulle staminali, neosenatrice a vita
Laura Cioli, vertice CartaSì
Lisa Ferrarini, giunta di Confindustria
Milena Gabanelli, giornalista, guida il team di Report
Suor Giuliana Galli, nel Cda della compagnia di San Paolo, azionista di Intesa San Paolo
Giorgina Galli, guida l’Oreal in Italia
Anna Gervasoni, direttore generali di Aifi
Frida Giannini, direzione stilistica di Gucci
Patrizia Grieco, presidente Olivetti e nel cda Fiat Industrial
Fabrizia Lapecorella, direttrice generale delle Finanze
Antonella Mansi, vice presidente Confindustria
Emma Marcegaglia, ex presidente Confindustria guida gli industriali europei
Cristina Messa, rettrice dell’Università Milano Bicocca
Monica Mondardini, guida il gruppo L’Espresso.
Maria Pierdicchi, responsabile Italia e Sud Europa dell’agenzia di rating Standard&Poors
Livia Pomodoro,  presidente del Tribunale di Milano
Lucrezia Reichlin, economista della London Business School, è nel Cda Unicredit
Cristina Rossello, segretaria del patto Mediobanca
Linda Laura Sabbadini, direttore dipartimento statistiche sociali dell’Istat
Valeria Sannucci, vice direttrice generale Bankitalia e commissaria Ivass
Paola Severino, una delle più importanti Avvocate italiane. Ex ministro della Giustizia

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