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Sprecare cibo ci costa oltre 300 euro all’anno, eppure…lo facciamo

Sprecare cibo ci costa oltre 300 euro all’anno, eppure…lo facciamo. Una situazione non sostenibile, considerando che c’è invece chi non ha accesso a una adeguata alimentazione in altri posti della Terra. Parliamo di 146 kg di cibo sprecato o perso procapite, costato 385 euro per un totale di 22,8 miliardi, che ha generato quasi 0,40 kg di emissioni di CO2 a persona. A fornire i dati è il Centro Studi Divulga nel paper “Spreco e fame”, pubblicato in occasione della Giornata Internazionale, venerdì 29 settembre.

In base al quadro descritto da Divulga su dati Eurostat, in Italia vengono gettati o persi 8,65 milioni di tonnellate di cibo l’anno, dietro Germania (10,9 milioni di tonnellate) e Francia (9 milioni di tonnellate) e davanti a Spagna (4,26 milioni di tonnellate) e Polonia (4 milioni di tonnellate). Complessivamente i primi 5 Paesi rappresentano il 63% sul totale di quasi 59 milioni di tonnellate di cibo sprecato nell’Ue.

Gli sprechi del cibo maggiori in famiglia

Nel nostro Paese, la percentuale maggiore dello spreco si concentra in famiglia con il 73% del totale (107 kg/pro-capite) seguito da produzione, trasformazione e commercializzazione (21% con 30 kg/pro-capite), come anche da distribuzione e ristorazione (6% con 9 kg/ pro-capite). Divulga ha quindi calcolato che il 79% delle perdite economiche, pari a 17,92 miliardi, si genera tra le mura domestiche, mentre il 21% si suddivide tra produzione primaria (11% – 2,4 miliardi), industria alimentare (4% – 960 milioni), distribuzione (4% -970 milioni) e servizi di ristorazione (2% – 550 milioni).

La nostra Penisola, che registra il dato superiore al 15,6% della media europea pari a 333 euro per abitante, si piazza al quinto posto tra i paesi con i maggiori riflessi economici negativi, dietro al Belgio (552 euro pro capite), Danimarca (518 euro), Portogallo (506 euro) e Grecia (475 euro); Slovenia (188 euro), Croazia (189 euro) e Bulgaria (191) sono i Paesi che registrano le perdite minori. Complessivamente in Ue il fenomeno genera un costo di circa 148,7 miliardi di euro, di cui oltre 33,7 miliardi nel settore della produzione agroalimentare e 88,5 miliardi derivanti dai consumi delle famiglie. FONTE ANSA.

Silvia_Di_Pasquale

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