MasterChef: chi è Stefano Callegaro, finalista e vincitore secondo Striscia
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MasterChef: chi è Stefano Callegaro, vincitore secondo Striscia la Notizia

4 Marzo 2015 - di aavico

ROMA – Chi è Stefano Callegaro, uno dei tre finalisti della quarta edizione di MasterChef Italia e che secondo lo “scoop-cattiveria” di Striscia la Notizia sarebbe il vincitore? Agente immobiliare di Adria (Rovigo), 42 anni, sempre con barba rossa e camicia a jeans. Sempre sudato e con la tremarella mentre cucina, Stefano ha saputo arrivare tra i finalisti grazie ai suoi piatti creativi e alla sua capacità di cucinare qualsiasi cosa.

Di lui dice:

Probabilmente non avevo ancora compiuto il mio quinto anno di vita quando fui folgorato dalla cucina, ricordo distintamente quel giorno in cui ebbi il mio primo incontro con i fornelli. Mia mamma stava preparando il mio piatto preferito, risi e piselli, che in veneto si chiama “risi e bisi”. Ricordo che l’impazienza di sedermi a degustare quella leccornia mi proiettò d’istinto verso i fornelli, dove mamma stava mantecando la pietanza, presi in mano il cucchiaione di legno e mossi il primo passo verso un vero amore.

Da allora la passione per la cucina non mi ha più abbandonato e da allora è ancora la mia forma di espressione preferita. Con la trasformazione del cibo trasmetto emozioni, a me stesso e a chi condivide ogni volta con me quel momento di convivialità. La creazione di un piatto è spesso una metafora di vita, la ricerca della felicità raggiunta per tentativi. Oggi sono un uomo sereno, socialmente stabile ed economicamente indipendente.

Sul sito ufficiale del programma Stefano risponde a varie domande. Eccole:

Sei innamorato? Altra domanda? In effetti si, ma è una lunga storia!

Raccontaci la tua giornata tipo: Lavoro in ufficio da mattina a sera, poi allenamento al palazzo dello sport, al sabato partita di campionato e alla domenica relax, amici e cucina, tanta cucina!

Chi non ha mai smesso di credere in te? In primis io stesso (c’è una frase a cui mi rifaccio sempre, “se non credi in te stesso, chi ci crederà?”). Poi mio fratello, continua fonte di confronto, discussione e scontro, come si conviene a un fratello gemello.

Cosa ti spaventa? Mi spaventa la stupidità e la cattiveria gratuita, mi disarma, perché non riesco a capirla in nessuna situazione. A parte queste due cose, sono un caterpillar!

Come nasce la tua passione? La passione per la cucina nasce da bambino, guardando mamma e nonna cucinare.

Il tuo piatto forte: Il mio piatto forte è senza dubbio il risotto, in tutte le declinazioni e con ogni materia prima.

Lo chef a cui ti ispiri: Mi ispiro al Maestro Igles Corelli, la sua cucina “garibaldina” declina perfettamente il mio concetto di prodotto a kilometro zero.

L’ingrediente che non può mai mancare nella tua cucina: le spezie e le erbe aromatiche, sono parte integrante e imprescindibile di tutti i miei piatti.

Sogno nel cassetto: Vivere di cucina potendo realizzare il mio concetto di “soul food

Raccontaci un tuo aneddoto divertente legato alla cucina: Di ritorno da un viaggio in Grecia, mio padre porta a casa una latta, a suo dire un “ottimo olio d’oliva greco” con il quale molto parsimoniosamente condiamo le nostre amatissime insalate, lì per li non ci parve un gran che, ma se di olio di qualità si trattava “chi eravamo noi per sindacare su questo prodotto?”. Successivamente, data la “spiccata acidità” di questo pregiato olio, ci indusse a credere che si trattasse di “aceto di olive” e come tale lo usammo per qualche settimana ancora. Insospettiti da un “rollio” all’interno della latta ci colse un dubbio: aprimmo la latta con un apriscatole e scoprimmo di aver condito per due mesi l’insalata con la “salamoia delle olive kelemata”.

Che musica ascolti mentre cucini? La cucina è adrenalina, quindi AC/DC e rock affine.

Cosa significa per te MasterChef? Per me MasterChef significa aver aperto un cassetto di cui ormai credevo di aver perso perfino la chiave. Ora voglio viverlo fino in fondo.

Cosa ti piacerebbe si dicesse di te come chef? Mi piacerebbe si dicesse che emoziono le persone che assaggiano i miei piatti. Con la mia cucina io punto dritto al cuore, passando per l’anima.

Il voto che ti dai come chef: Se il voto lo da il mio cuore, allora otto, le altre valutazioni le lascio a chi competerà.

 

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