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Lost FAQ: domande e risposte sul finale 4 anni dopo. Fumo nero? Purgatorio?

ROMA – Ma i protagonisti di Lost erano morti fin dall’inizio? Che significa il fumo nero? Cosa vuol dire realmente il finale di stagione? Sono passati ormai 4 anni dal gran finale di una delle serie tv più viste e apprezzate di sempre, eppure Lost presenta ancora molti segreti. La serie che ha raccontato le intricate vicende di un gruppo di sopravvissuti a un disastro aereo, finiti su un’isola deserta che poi tanto deserta non era ha infatti un finale altamente spirituale, che unita alla decisione di non spiegare quasi nulla del mistero dell’Isola, causò reazioni estreme da parte dei fan.

Ma qual è la verità sul finale? L’abbiamo mai veramente capita? A quattro anni dalla conclusione della serie culto, Damon Lindelof, Carlton Cuse e parte del cast raccontano i retroscena proprio sul finale. Ecco domande e risposte riportate da Radiotimes e Leggilo:

Non erano morti fin dall’inizio, vero?

No, no… Non erano morti fin dall’inizio.

La scena dell’aereo sul finale, capace di generare una vagonata di dubbi.

Barry Johnson, un eccezionale dirigente ABC con cui lavoravamo, ci ha detto che sarebbe stato sensato avere un piccolo stacco tra l’ultima scena dell’ultima puntata e il momento in cui sarebbe partita la pubblicità. E ci ha chiesto: avete qualche filmato che possiamo mettere in mezzo? Avevamo però delle immagini del relitto dell’aereo che avevamo girato prima di doverlo spostare dalla spiaggia per via della marea che l’avrebbe travolto. E ci siamo detti: mettiamo quelle. Quando l’ha gente ha visto le immagini dell’aereo, senza nessuna passeggero dentro… be’, penso che il problema sia peggiorato ancora di più.

Come mai la decisione di chiudere la serie ambientandola nell’ Aldilà?

Lost è una serie su delle persone che stanno su un’isola in mezzo al nulla ma, metaforicamente, è anche una serie su delle persone che sono perse e che stanno cercando una redenzione, un significato e un senso alle loro vite. Più parlavamo del finale di Lost più ci rendevamo conto che doveva essere qualcosa di spirituale. Doveva parlare del viaggio di queste persone e del loro destino.

Gli sceneggiatori continuano dicendo che:

“Una delle teorie che gli spettatori si sono tirati dietro più a lungo era l’idea che Lost fosse una specie di purgatorio. Noi continuavamo a dire: “non è un purgatorio. Tutte queste cose stanno davvero succedendo, queste persone sono davvero sull’isola, stanno vivendo queste cose. Non sarebbe bellissimo se nell’episodio finale di Lost rispondessimo a delle domande che la serie non ha mai sollevato? Ad esempio — non so — quale è il significato della vita e cosa succede quando moriamo?”.

“Sapevamo che la stagione quattro sarebbe stata fatta coi flashforward (i salti in avanti), sapevamo che la stagione cinque sarebbe stata con l’isola che si spostava nello spazio e nel tempo, ma non sapevamo cosa avremmo fatto con la stagione sei. Avevamo finito i flashback e avevamo finito con i flashforward. Volevamo che la stagione fosse ambientata nel presente. Cosa fare? Abbiamo avuto l’idea di inserire una realtà alternativa basata sul fatto che Juliet fa esplodere la bomba e crea un mondo in cui il volo Oceanic 815 non è mai caduto sull’isola e che, in realtà, è una parabola sull’aldilà.”

Altra chicca che hanno rivelato: Uno dei personaggi più amati, cuore della serie insieme a John Locke (Terry O’Quinn), era Jack, interpretato da Matthew Fox. Si sa che il progetto iniziale era di farlo morire al termine del pilot, tanto per iniziare la serie con uno shock: l’attore sarebbe stato mostrato parecchio nelle foto promozionali e nei trailer, e la sua morte avrebbe, secondo gli autori, scosso le certezze del pubblico fin da subito. La decisione di tenerlo in vita fu determinata dalle note ricevute dagli executive della rete: “Ci dissero: ‘Il pubblico inizierà ad affezionarsi al personaggio. “Se morisse”, non si fiderebbero mai più di voi, né stringerebbero legami affettivi con nessun altro personaggio’”.

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