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Gordon Ramsay, nuovo reality: lo chef stellare dietro le sbarre

ROMA – Gordon Ramsay, il giudice culinario più esigente e perfido della tv, lancia la sua nuova sfida con un reality questa volta dall’interno di una prigione. Lo chef pluristellato ritiene infatti che per i detenuti della Gran Bretagna sia arrivato il momento di mettersi all’opera: sono circa 88.000 in tutto il paese e ognuno di loro costa più o meno 38.000 sterline (44.000 euro) all’anno.

In “Ramsay: chef dietro le sbarre“, in onda ogni martedì alle 23:05 su Real Time, l’obiettivo dello chef scozzese è far preparare i piatti dai detenuti all’interno della prigione e poi venderli all’esterno. Gordon si dà come scadenza sei mesi di tempo per avviare un’attività di ristorazione di successo. Il reality fa emergere un inatteso quadro delle condizioni di vita nelle carceri inglesi, totalmente opposto a quello italiano.

In un’intervista a “The Guardian’s Weekend Magazine”, Gordon Ramsay si era infatti detto sorpreso dalle condizioni di favore in cui vivono nella prigione di Brixton. Allo stesso giornale, Ramsay aveva affermato: “Neanche un cuoco professionale ha a disposizione una cucina così attrezzata!”, spiegando di aver dovuto allestire un sistema di sicurezza particolare per evitare che i detenuti affetti da sindromi compulsive si facessero del male utilizzando i coltelli da cucina. Nella prima puntata Gordon arriva nel carcere di Brixton, a sud di Londra, penitenziario in cui sono rinchiusi spacciatori di droga, ladri e rapinatori dal carattere particolarmente difficile. Dopo un po’ di pratica, gli chef della prigione di Brixton aprono il “Bad Boys’ Bakery”, con l’obiettivo di “cambiare vita con gusto”.

Per avviare gli affari, inizialmente Gordon ha bisogno di 12 uomini, ma le cose non sono affatto semplici: fra di loro, nemmeno uno sa sbattere le uova. Nelle puntate successive Ramsay sfida se stesso decidendo di fidarsi dei detenuti per dotarli di coltelli affilati e poter avviare il nuovo progetto, la brigata dei “Bad Boys”. Insomma il cuoco dal pugno fermo che in Hell’s Kitchen fa tremare gli aspiranti chef era la persona più indicata per tenere a bada i protagonisti del nuovo reality. Non è solo uno chef geniale, ma una vera e propria multinazionale del gusto. Ramsay, scozzese di nascita, londinese d’adozione, di fama planetaria, ha una ventina di ristoranti in tutto il mondo, fra cui il capostipite che porta il suo nome, a Londra (3 stelle Michelin).

I suoi talent show televisivi, trasmessi in tutto il mondo (Hell’s Kitchen, Kitchen Nightmares, The F Word) lo hanno reso talmente celebre che conta un affollatissimo ‘italian fan club’, come fosse un calciatore. Prendersi sul serio è la chiave del suo successo: le sue sfuriate memorabili, la sua aggressività e sincerità nello stroncare qualsiasi concorrente che non si rivela all’altezza dei suoi standard sviluppano una potente fascinazione nel telespettatore. L’appassionato di Gordon, biondo sguardo assassino, non riesce a farne a meno, a prescindere dal format nel quale il cuoco è inserito. Ramsay apre l’attività del carcere al pubblico, ma sarà un’idea apprezzata?

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