Salute

Vitamina D possibile alleata nella prevenzione del cancro all’intestino

Vitamina D possibile alleata contro il cancro all'intestino

Assumere abbastanza vitamina D nella dieta potrebbe essere utile nella prevenzione del ​​cancro al colon prima dei 50 anni.

Consumare 7,5 milligrammi della vitamina, pari a un equivalente di 60 g di salmone, può ridurre il rischio di quasi la metà.

Questo potrebbe spingere i medici a raccomandare ai giovani adulti di fare il carico di vitamina D e quando non è possibile prendere il sole, assumerla tramite integratori.

Cosa è emerso dalla ricerca sulla vitamina D e il cancro al colon.

La ricerca, pubblicata su ha monitorato 94.000 donne per 25 anni, interrogandole ogni due anni sulla loro dieta e salute.

A condurre lo studio, pubblicato su Gastroenterology, è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Scuola di Salute Pubblica “T.H. Chan” dell’Università di Harvard.

Gli studiosi hanno collaborato a contatto con i colleghi del Dana-Faber Cancer Institute, del Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Washington, della Clinical and Translational Epidemiology Unit del Massachusetts General Hospital, dello Yale Cancer Center e di altri istituti.

I ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute hanno identificato 111 casi di persone sotto i 50 anni con cancro al colon.

Gli accademici hanno anche individuato 3.317 casi di polipi intestinali, che sono piccole escrescenze sul rivestimento interno dell’intestino crasso o del retto che possono diventare cancerose.

La loro analisi ha rivelato che una maggiore assunzione di vitamina D era collegata a un “rischio significativamente ridotto” di cancro del colon a esordio precoce e polipi del colon.

Il dottor Kimmie Ng, coautore dello studio, ha dichiarato:

“I nostri risultati supportano ulteriormente che la vitamina D può essere importante nei giovani adulti per la salute e possibilmente per la prevenzione del cancro del colon-retto.

“È fondamentale comprendere i fattori di rischio associati al cancro del colon-retto a esordio giovanile in modo da poter formulare raccomandazioni informate sulla dieta e sullo stile di vita, nonché identificare gli individui ad alto rischio da indirizzare per uno screening precoce”.