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Le verdure surgelate sono salutari? Il punto

Le verdure surgelate sono entrate a far parte delle nostre abitudini alimentari.

Non sono necessariamente più economiche delle verdure fresche, ma hanno il vantaggio di essere disponibili anche fuori stagione e si mantengono a lungo nel congelatore.

Di solito le verdure vengono congelate immediatamente dopo la raccolta e questo dovrebbe garantire che conservino molti dei loro nutrienti.

Tuttavia, come si legge su Healthline, il congelamento può influire in modo diverso sul valore nutrizionale di determinate verdure e nutrienti specifici.

Uno studio sui broccoli congelati ha evidenziato che il prodotto era più alto in riboflavina, rispetto a quelli freschi.

Mentre da un’analisi sui piselli congelati è emerso che questi ultimi erano più bassi di questa vitamina.

A questo bisogna aggiungere che i piselli, le carote e gli spinaci surgelati erano più bassi di beta carotene.

Non sono state osservate differenze significative tra fagioli verdi congelati e freschi e spinaci.

Altro esempio il cavolo congelato e crudo, che conteneva una quantità maggiore di antiossidanti rispetto a quello fresco.

Tale risultato sembrerebbe suggerire che il congelamento potrebbe persino aumentare il contenuto di antiossidanti di alcune verdure. 

Mentre la vitamina C potrebbe subire una diminuzione notevole rispetto all’alternativa fresca.

Attenzione agli ingredienti aggiunti nelle verdure surgelate.

La maggior parte delle verdure surgelate sono prive di additivi e conservanti, ma non sempre è così.

Ci sono prodotti che possono contenere zucchero o sale aggiunti, per esempio determinati burger di verdure vegetali.

Oppure pensate al caso degli spinaci conditi con formaggio o salse varie tra cui quella di soia.

Limitare l’assunzione di sodio è fondamentale per ridurre i livelli di pressione sanguigna, specialmente in soggetti con ipertensione.

Italiani e verdure, gli ultimi dati.

I giovani mangiano circa il 60% della verdura quotidiana consigliata e gli adulti l’80%.

In tutti e due i casi si mangiano meno verdure di quante ne servirebbero per un’equilibrata alimentazione protettiva.

E’ quanto emerso da una ricerca dell’Osservatorio Grana Padano che ha valutato le abitudini alimentari di 5.500 italiani.