Sonno, quanto serve dormire. Falsi miti più diffusi

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ROMA – Non tutte le persone hanno un sonno regolare. L‘insonnia colpisce almeno 9 milioni di italiani, sebbene sia spesso sottovalutata, al punto che si crede a bufale della rete per trovare rimedi piuttosto che recarsi da uno specialista. Non è vero che si può dormire anche cinque ore per notte, o che un drink prima di andare a letto favorisce l’addormentamento o ancora che chi russa non ha problemi di salute. Questi e altri falsi miti, scrivono i ricercatori della Langone University di New York su Sleep Health, sono molto seguiti ma risultano dannosi per la salute.

La ricerca ha analizzato i principali falsi miti sul sonno, ottenuti da un’analisi di oltre 8mila siti, mettendoli a confronto con la letteratura scientifica più recente sull’argomento per stilare una classifica di quelli più comuni e dannosi. Al primo posto c’è la convinzione che bastino meno di cinque ore di sonno. “Ci sono prove evidenti che dormire cinque ore o meno aumenta molto il rischio di conseguenze negative per la salute – afferma Rebecca Robbins, uno degli autori -, dall’aumento dei problemi cardiovascolari alla riduzione dell’aspettativa di vita”. Anche bere un ‘bichierino’ non è d’aiuto. “Può aiutare ad addormentarsi, ma riduce drammaticamente la qualità del sonno – spiega Robbins -. In particolare disturba la fase Rem, che è quella più importante per l’apprendimento e la memoria”.

Anche quello che russare è innocuo, continuano gli autori, è un falso mito. E’ vero che in qualche caso non c’è un problema di salute sottostante, ma è meglio sempre consultare un medico per escludere eventuali patologie come l’apnea notturna. Lo studio ha trovato diverse altre bufale. Non è vero ad esempio che guardare la tv prima di addormentarsi faciliti il sonno, che ricordare i sogni è segno di buon sonno, che quei cinque minuti in più con gli occhi chiusi dopo che ha suonato la sveglia sono utili, che non importa a che ora si dorma, mentre è importante avere un ritmo regolare, e che se non si riesce a dormire è meglio restare a letto ‘a oltranza’. “Se non ci si alza si inizia ad associare il letto all’insonnia – spiega l’esperta -. In realtà ad una persona che non ha problemi servono 15 minuti. Se si impiega di più meglio uscire dal letto e fare qualcosa che non impegna la mente. Abbassate le luci e piegate i calzini”. 

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