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Protesi al seno, silicone addio: arriva quella riassorbibile

ROMA – Una protesi al seno riassorbibile sostituirà il silicone nella mastoplastica e nell’operazione per le donne che hanno subito l’asportazione del seno in seguito a tumore. Il brevetto di Tensive, startup biomedicale italiana, promette di rivoluzionare la chirurgia estetica: grazie ad un biomateriale, la protesi, una volta impiantata nel corpo, si degrada gradualmente lasciando spazio ai tessuti rigenerati. 

In questo modo si migliorerà anche la vita post-operatoria delle donne colpite da tumore al seno, permettendo loro di sottoporsi ad un solo intervento e, allo stesso tempo, diminuendo i rischi di rigetto, spiega Luca Barbieri sul Corriere della Sera.

Spiega Alessandro Tocchio, a 32 anni ceo di Tensive:

“La nostra missione è quella di sviluppare protesi innovative, alternative a quelle tradizionali in silicone, che permetteranno di migliorare la qualità di vita del paziente, poiché la ricostruzione avverrà mediante operazione singola e non sarà necessario sottoporsi a sostituzione periodica. Una volta impiantata nel corpo la nostra protesi si degrada gradualmente fino a un completo riassorbimento, lasciando spazio ai tessuti rigenerati”.

Si tratta di un problema serio, perché le protesi in silicone, create 35 anni fa, hanno un’alta percentuale di fallimento, soprattutto in casi di ricostruzione dopo l’asportazione di tumore e spesso devono essere sostituite.

Quella di Tensive è una ricostruzione naturale e definitiva, perché queste protesi sono composte da biomateriali sintetici biodegradabili fabbricati con microcanali interni che mimano il sistema dei vasi sanguigni ottenuti tramite un processo brevettato basato sul 3D printing. In questo modo le protesi vengono riassorbite e sostituite con cellule rigenerate

 

 

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